I Thulcandra sono tedeschi, ma con il cuore orientato a Gothenburg. E il loro quarto album “A Dying Wish”, in uscita il 29 di ottobre, si candida come miglior album di Melodic Black/Death Metal dell’anno in corso. Effettivamente, è quasi commovente il modo in cui i nostri coniugano la frenesia e la potenza del Black/Death Metal con melodie che ricordano sempre più da vicino i migliori Naglfar e Dissection. Sanno essere oscuri, poetici, epici ma dispensatori di tanta energia sonora, in un equilibrio che mai più fu eguagliato dai maestri svedesi di cui sopra. Le “melodie frenetiche” dell’album sono ottimamente rese da una perizia tecnica globale da educandi e da una produzione ottimale (Dan Swanö, ovviamente), ed è anche intelligente l’uso reiterato di una sognante e riverberata chitarra acustica che aggiunge tanta atmosfera e “melancolia”, tanto come introduzione ad alcuni brani quanto per un paio di interludi che spezzano un po’ la frenesia globale dell’album. Vi sono anche parecchi passaggi musicali più ragionati e riflessivi su ritmi moderati, come nell’incipit della prima traccia “Funeral Pyre”, altrettanto godibili grazie all’uso delle twin-guitars armoniche che aggiungono un quid “epicheggiante” al lavoro. Un’atmosfera in stile Dissection è anche quella rievocata dalla splendida copertina, che incornicia un capolavoro di disco che sicuramente farà gola a tutti gli estimatori del Gothenburg-sound. Sono contento che qualcuno abbia raccolto a pieno l’eredità talentuosa di Jon Nödtveidt. Pareva impresa quasi impossibile, ma i Thulcandra si apprestano a farlo. E noi facciamo tutti il tifo per loro. Bravissimi!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















