La copertina mi da da pensare ad un “revival” anni ottanta; il suonato è ben altro. Siamo di fronte ad un lavoro parecchio strano: come se avessimo un figlio illegittimo tra i Dargonforce ed i Bring me the horizon con la voce femminile per le parti pulite. Ma vi è molto di più che non la sola frase appena letta, album che ha una sua particolare anima.
Un minimo di storia va fatta, specie per chi non li conosce: La band nasce nel 2008 in Finlandia e lo stesso anno esce un EP da nome curioso “Panda <3 Penguin” tre anni dopo esce il loro esordio sulla lunga distanza per Spinefarm records dal titolo “The bree-teenz”. Due anni dopo “Our sceneration” per go with me ed in fine il loro penultimo lavoro dal titolo “Metalcore superstar” uscito per Inverese records nel 2016.
La combinazione di metalcore moderno e, effettivamente, la combinata di certe sonorità power inserite in contesti metalcore rendono sia il metalcore meno “serioso” che il power meno “fine a se stesso”. I cantanti Mika Lahti e Leevi Luoto mettono in mostra i loro talenti vocali e rendendo le composizioni parecchio interessanti che vanno oltre il genere d’origine. La combinazione tra potenza nei growls e del mezzo scream dei versi principali con dei ritornelli melodici e parecchio ammiccanti.
Riff di chitarra interessanti, corposi ed, ovviamente, droppati, ma senza la sagra del breakdown (sia chiaro ci sono ma non sono così invasivi). Inoltre certi ammiccamenti, non solo coi synth, verso certe sonorità ed arrangiamenti tipici della musica di fine 1900 rende doppiamente interessante il proposto.
Synth preponderanti ma non invasivi, anzi questi ultimi riescono a dare un “quid” in più intrecciandosi in modo incredibile con le chitarre e le voci; sezione ritmica interessante e abile a dare un buonissimo appeal e groove.
“Ruthless resistance”, “Neon highway”, “Drowned god”, “Downfall” la titletrack “Hyperactive” e “Creatvres” sono i pezzi che mi hanno più colpito. Come sempre fate vostro questo lavoro ed ascoltatelo più volte, ne vale la pena. Trovate le vostre tracce preferite e riascoltatelo nuovamente.
In definitiva questo è un album che si fa ascoltare parecchie volte ed è godibile sotto più frangenti e sotto più aspetti. La base sonora è e rimane metalcore, ma va oltre e permette di essere apprezzabile anche per chi non è avvezzo al metalcore “puro”.
VOTO: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















