Nature’s Light e’ l’undicesimo album in studio del progetto che dal 1997 unisce il glorioso chitarrista Ritchie Blackmore e sua moglie Candice Night. Su Giornale Metal.it ho piu’ volte riassunto l’importanza di questo musicista nella storia della nostra musica. Qui basti dire che certe sonorita’ infuocate, distruttive, violente ma al tempo stesso intrise di musica classica le ha letteralmente inventate lui. Dischi come In Rock, Fireball, Machine Head e Burn dei Deep Purple oppure Rising e Long Live Rock And Roll dei Rainbow sono punti di riferimento imprescindibili di generazioni di musicisti e di appassionati. E le performance dal vivo degli anni Settanta/Ottanta/Novanta di Ritchie Blackmore resteranno per sempre fulgido esempio di come si possa stravolgere ogni sera ogni brano e ogni assolo in scaletta arrivando sempre alla piu’ completa estasi elettrica. Non si puo’ non ricordare queste cose quando si parla di Ritchie Blackmore. Anche se adesso lui sta per compiere settantasei anni. Anche se con i Blackmore’s Night ha deciso di virare su un sound piu’ pacato e rassicurante. Questa virata e’ ormai da tempo motivo di ostracismo e di critica proprio da parte di tanti fans dei Deep Purple e dei Rainbow. Chi scrive si ritiene uno dei fans piu’ convinti dei Deep Purple, dei Rainbow e del rock duro in generale. E nei Blackmore’s Night vedo un mondo musicalmente diverso dal turbinoso passato di cui pero’ si sente ancora l’eco. Una artista puo’ cambiare la propria attitudine e la propria sensibilita’ nel corso di una carriera lunga sessant’anni. Detto questo diciamo subito che Nature’s Light suona piacevole a chi ormai ama il nuovo percorso blackmoriano. Forse non e’ il miglior disco della produzione ma resta un bel disco. Ritchie Blackmore non ha mai pubblicato un disco brutto nel corso degli anni. Non per questo pero’ possiamo esimerci dal notare qualcosa che ci lascia perplessi. Ben due brani, peraltro bellissimi, sono stati gia’ incisi e pubblicati dal gruppo e ce li ritroviamo qui come se niente fosse. Parliamo di Darker Shade Of Black e di Wish You Were Here. Il primo e’ un fantastico strumentale che evidenzia una solenne atmosfera alla Ennio Moricone con un gran bel solo del Maestro. Il secondo una magica e struggente ballata ancora una volta con una bella chitarra elettrica in evidenza. Peccato che li avevamo gia’ apprezzati e amati rispettivamente su Dancer And The Moon del 2015 e su Shadow Of The Moon del 1997. Perche’ e’ stato fatto? Per allungare il tempo del disco? Ce n’era bisogno? In fondo Rainbow Rising durava poco piu’ di mezz’ora e resta un capolavoro indiscutibile. Gli altri brani sono classico materiale Blackmore’s Night. L’iniziale Once Upon December e’ un brano da falo’ nel bosco, incalzante ed evocativo. Four Winds e’ un altro tuffo nelle atmosfere bucoliche a cui ormai siamo piacevolmente abituati. Feather In The Wind ha un andamento piu’ fiero e incalzante, un brano evocativo e coinvolgente. Con andamento morbido e fiabesco arriva The Twisted Oak. La title track Nature’s Light irrompe trionfale come un ricevimento di corte. Der Letzte Musketier e’ uno strumentale che dopo un solenne intro tastieristico si sviluppa in un elegante blues che dimostra come anche in questo territorio la chitarra elettrica di Blackmore ha ancora molto da dire. Going To The Faire ci riporta a momenti conviviali e di condivisione calorosa di atmosfere. Un arpeggio delicato su cui si posa suadente la voce di Candice introduce i sei minuti della finale Second Element. Una ballata dall’andamento un po’ sincopato che chi accompagna per mano alla fine di questo nuovo viaggio nel mondo fatato di Blackmore’s Night. Se volete le chitarre fumanti e i decibel assordanti, state lontani da Nature’s Light e andate a riascoltare i vecchi dischi dei Purple e dei Rainbow, li’ troverete tutto questo. Se invece amate e rispettate l’artista e l’uomo Ritchie Blackmore, immergetevi in queste atmosfere e lasciatevene sedurre placidamente.
Voto: 8/10
Silvio Ricci
















