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MICHAEL SCHENKER FEST – Resurrection

MICHAEL SCHENKER FEST – Resurrection

Label: Nuclear Blast

Il talento e la tecnica del grande axe-man tedesco Michael Schenker non accennano a diminuire. Anzi, pare che più passa il tempo più il nostro acquisti esperienza e carisma, arricchendo il suo vocabolario chitarristico con nuovi luccicanti fraseggi, e annoverando collaborazioni prestigiose con la crema della scena Hard & Heavy internazionale. I tempi degli Scorpions con il fratello Rudolph e quelli degli UFO sono ormai lontani, ma oltre a portare avanti da quasi 30 anni la propria attività musicale con la sua band nominale, il MSG, il prode Michael trova il tempo per tirar fuori dal cilindro un disco di esordio per questo altro progetto, sempre nominale, chiamato “Michael Schenker Fest”. Anche se mi sono oscuri i motivi di questa eccessiva diversificazione nominale della propria attività musicale, il disco è pregevole ed anche relativamente variegato nello stile compositivo. In occasione di questo “Resurrection” Schenker richiama a collaborare con lui i suoi più talentuosi cantanti del passato e del presente, vale a dire: Robin McAuley, Graham Bonnet, Gary Barden… e naturalmente, Doogie White (attuale cantante del Michael Schenker’s Temple of Rock, denominazione attuale del MSG). Sul primo brano “Heart And Soul”, bel concentrato di veloce Heavy Metal cantato da McAuley, Schenky si prende lo sghiribizzo di duettare in assoli strabordanti nientemeno che con Kirk Hammett dei Metallica! Ma davvero tutte le song sono di ottima fattura: segue infatti la cadenzata ed estremamente epica “Warrior” (cantata da tutti e quattro i cantanti nominati sopra) e “Take Me To The Church” (cantante: Doogie White), dal ritmo “cavalcato” e dagli ottimi refrain corali supportati da arrangiamenti organistici sofisticati. “Night Moods” invece è un brano discretamente sorretto da un riffone che sa di serrato Hard Rock, ma con un altro buon refrain corale quasi pop dove Bonnet, nonostante l’età, non sfigura per nulla vocalmente parlando (ed ancora una volta… che gran guitar-solo!).
Tocca ancora a White caratterizzare le vocals del brano seguente, molto più movimentato e “metallico”, intitolato “The Girl With The Stars In Her Eyes”. Forse il refrain è un po’ banale, ma nel complesso una buona prova. Per non parlare dell’assolo di chitarra: di sicuro il più incisivo di tutto il disco. Ecco poi la bella “Everest”, caratterizzata da un tortuoso riff su tempo disparo, sul quale si dipana un’altra ottima prova vocale di Bonnet. Davvero un piacevole ascolto. “Messin’ Round”, cantata da Barden, è una classicissima rock-song che ci restituisce il miglior Schenker, tanto ritmico quanto solista. Vi assicuro che la chitarra del nostro, particolarmente in questo brano, ha dei suoni veramente da sturbo. Segno che il gusto e l’esperienza del grande MS sta anche in questo, nell’equilibrare l’energia sonora del suo Hard Rock con un’ottima estetica del suono. Tutto questo è per me motivo di grande gioia, date alcune produzioni non eccelse di parecchi albums recenti nel settore. Arriviamo poi a “Time Knows When It’s Time”, ottimo Metal Rock melodico sorretto da un caratteristico riff introduttivo tutto in palm-muting, molto accattivante, da solo-licks di chitarra di gusto superbo e da un altro bel refrain corale. Il seguente brano “Anchors Away” è un’altra anthemica cavalcata caratterizzata da un bel riff contenente semplici ma azzeccate armonie chitarristiche. Anche a distorsione moderata la chitarra di Michael va alla grande. E anche per la performance vocale di Doogie White questo si candida ad essere il brano migliore del disco. “Salvation” è lo strumentale di rigore: ritmo swingato/frenetico e focus tutto sulla chitarra del Grande Michael, per quello che rappresenta il perfetto frangente di sfogo della sua sei corde, nei suoi consueti ed eleganti momenti solistici. “Livin’ A Life Worth Livin'” (voce Gary Barden) è l’unica song che pare forse troppo poco incisiva, risultando il brano meno riuscito del lotto. Ma poi c’é il gran finale, la song intitolata “The Last Supper”, ambiziosa e velatamente “madrigalistica”, dove tutti i 4 cantanti agiscono ancora assieme: ottima chiusura per un ottimo album che ci riconsegna ancora oggi il miglior MS che ci sia… ancora assieme ai suoi migliori cantanti. Vai così Schenky!!!

Voto: 8/10

Alessio Secondini Morelli

Tags: recensioni
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