Ed ecco il quarto album degli austriaci Dragony, puro concentrato di Power Metal… molto sinfonico, con tutti i tipici elementi che contraddistinguono un album del genere. Ma con una storia piuttosto solida da raccontare. Dopotutto, loro sono austriaci, e hanno deciso di creare un album su una “linea di tempo alternativa/steampunk” partendo dalla storia della dinastia degli imperatori asburgici, a partire dall’anno 1866, ai tempi di Francesco Giuseppe I d’Austria, il tutto a quanto pare comprensivo di riferimenti all’occulto ed al fantastico. Un album così merita sicuramente un attento ascolto, non foss’altro per la copiosa documentazione di cui i Dragony si sono sobbarcati lo studio. E il risultato? Molto… “cinematografico”. Sicuramente gli arrangiamenti orchestrali la fanno da padrone in “Viribus Unitis”, e l’enfasi narrante così come la verve compositiva sono altrettanto sviluppate. C’é da dire che in dischi come questo la potenza del Metal deve sempre fare i conti con le orchestrazioni, soprattutto se mixate in maniera “oceanica” come accade appunto in questo caso. Ciò nonostante, nel suo complesso l’album nuovo dei Dragony pare nettamente apprezzabile rispetto alla media. Sicuramente se il potenziale ascoltatore non si fossilizza sull’elemento “potenza sonora”. Gloria agli Asburgo, allora. Bravini i Dragony.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli
















