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STATIC-X – Project Regeneration Vol. 1

Etichetta: Otsego Entertainment Group

Ci possiamo girare in torno quanto vogliamo ma Wayne Static era gli Static-X; sappiamo che è deceduto nel novembre 2014 per un’overdose di alcool e droghe, raggiunto pochi mesi dopo dalla moglie Tera Wray, evidentemente inabile a superare un lutto del genere.

Si sa anche che Campos suonò con Wayne sin dai tempi dei Drill, band nota nel circuito di Los Angeles che poi è diventata Static-X nel 1998 con l’ingresso di Fukuda, e che entrambi sono stati cacciati da Wayne Static quattro anni prima della sua morte in modo assolutamente non amichevole.
E’ altrettanto noto che Tripp Eisen, ex membro di: Dope, Murderdolls e sostituto di Fukuda negli Static-X dal 2001 al 2005, sia stato condannato per pedofilia ed istantaneamente cacciato dalla band.

Con tutti questi retroscena più o meno distruttivi rivedere gli “Static – X” in pista mi fa non solo strano ma mi crea una certa algia.

Non a caso ho messo il nome della band tra virgolette, dato che non mi è chiaro fino in fondo la mossa “tributo/marketing” della mossa di mettere il “cantante” nuovo con la pettinatura tipica di Wayne e della maschera con delle fattezze identiche al defunto.

Il nuovo cantante è mister Xer0 di cui non si sa nulla TEORICAMENTE; o meglio si sa chi è, si chiama Edsel Dope che per altro è anche produttore dell’album, come se non bastasse rivedere Campos e Fukuda nella band mi lascia ancora più di sasso.

Il fatto poi che in molte parti le voci sono quelle di Wayne riusate e recuperate da materiale da lui composto per “Start a War”(per chi non sapesse album del 2005) e abbandonate o scartate fa ancora più paura ai miei occhi ed alle mie orecchie. Ci aggiungiamo altra polemica a tutto questo: mister Tripp Eisen, che viene accreditato come autore in soli tre brani (segnato sulle tracce come “Project Regeneration”) ma che sostiene di averle composte praticamente tutte insieme allo scomparso Wayne.
E come si suol dire non c’è mai fine al peggio, specie se in mezzo ci sono denari.

Le differenze di voce tra Wayne e Xer0 sono palesi e sinceramente trovo questa mossa assolutamente imbarazzante. Sentire Xer0 che scimmiotta la voce di Wayne Static sulla maggiorparte delle canzoni è triste, anche perché nei tre brani “suoi” la sua voce è altro. Veramente pessima mossa dai tre quarti della vecchia formazione. Sarebbe stato meglio far uscire questo lavoro SENZA le tracce in cui Xer0 ha cantato da solo e presentarlo come lavoro postumo e chiudere tutto, ma almeno 5 anni fa. MA se a W. Static quelle linee vocali non piacevano allora, perché (ri)proporle ora? E con l’effetto karaoke? Il pensiero al “big money” c’è e rimane fisso in testa.

La collaborazione con Al Jourgensen (Ministry, 1000 homo djs, Alain Jourgensen, Alien Jourgensen, Hypo Luxa, Dog, Alien Dog Star and Buck Satan e altro ancora) di fatto passa in sordina; il valore aggiunto di sua maestà Ministry si sente ma non molto, altra occasione persa. Ci sono dei loop e delle intrusioni che ricordano il modus operandi alla Ministry ma viene comunque soffocato dal resto.

Formalmente a livello puramente tecnico tutto è al suo posto; i loop, i riff di chitarra con le parti di programming e dei synth si fondono bene, la batteria è bella corposa e coinvolgente, le voci… ne abbiamo parlato parecchio sopra di fatto Xer0 quando scimmiotta Wayne funziona, quando fa “di testa sua” il risultato è triste.

Personalmente credo che questa sia un’operazione “raccatta soldi” per gli ex membri della band che dal 2014, anno non solo della morte di Static, ma anche dello scioglimento della band, al 2018 tutto tacque. Ora presentarsi così, CASUALMENTE un anno dopo il ventennale di “Wisconsin death trip” con Xer0 mascherato da Wayne Static mi ha lasciato parecchio con l’amaro in bocca, ripeto.

Concludendo: album sinceramente superfluo e poco funzionale per gli Static-X, sarebbe stato meglio non farlo uscire o farlo uscire dai 4 ai 6 anni fa se veramente era intenzione di fare un tributo a Wayne Static e non lasciare il materiale inedito nel cassetto. La sufficienza la porta a casa, perché la produzione è più che ottima ma i presupposti su cui si basa questo “Project Regeneration Vol. 1” sono imbarazzanti, di pancia sarebbe da dare un’insufficienza pesante.

Voto: 6/10

Alessandro Schümperlin

Tags: Otsego Entertainment GroupProject Regeneration Vol. 1recensioneSTATIC-X
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