Daniel Tompkins membro dei TesseracT fa uscire il suo nuovo lavoro, o meglio uscirà l’undici dicembre prossimo, ed in questo album troviamo Matthew K Heafy dei Trivium, Paul Ortiz come produttore (Chimp Spanner) e Plini, quest’ultimo ha suonato le chitarre nella traccia di apertura del cd, ma andiamo per gradi.
Prima di questo “Ruins” ha fatto uscire nel maggio 2019 il primo lavoro dal titolo “Castles” ed è un lavoro edito ma nuovo allo stesso tempo.
La scelta di Daniel di ri-produrre, ri-arrangiare e di fatto riscrivere l’album è sia strano che intrigante.
Strutture molto interessanti, composizioni molto ispirate ed azzeccate. Le capacità di Tompkins sono assolutamente indiscusse ed indiscutibili, si sentono in ogni secondo di questo lavoro. Ammetto di aver fatto un ascolto veloce del precedente lavoro per avere un’idea e devo dire che rispetto al suo esordio questo lavoro è più pesante e più carico. La scelta di rinominarle e, nei fatti, rifare un album aggiungendovi una traccia sola inedita al 100% è parecchio strana.
Va detto che se “Castles” era più elettronico e più por-rock questo album è molto più duro ed intriso di metal; ma comunque le intrusioni elettroniche e gli arrangiamenti a base synth si sentono e sono importanti in tutto “Ruins”.
Personalmente trovo “Wonder wings” con Plini alle chitarre, “The gift” con Matthew K Heafy che è la traccia inedita, “Stains of betrayall” e “Empty Vows” molto interessanti e protranno essere importanti ed interessanti anche per voi che ci leggete. Anche in prima versione se escludiamo il pezzo con Heafy sono molto buoni e questo va ammesso.
Se da un lato riscrivere da capo un album uscito da un anno fa e dargli nuova “vita” con nuovi titoli di canzoni e dell’album stesso sia coerente, dall’altra non capisco fino in fondo la scelta; anche alla luce del fatto che in un momento così strano come è il 2020 il rifare un album presentandolo come “rework” mi lascia perplesso. Comprendo che volendo “girare pagina” meglio cambiare non solo il nome all’album e/o alle tracce.
Concludendo album interessante, ma scelta di campo strana. Se si prende “Ruins” così com’è senza dover rinvangare quello che è stato fatto un anno fa direi che è un buonissimo lavoro di metal moderno.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin
















