Dalla Francia in uscita il 14 Gennaio 2022 per My Kingdom Music arriva nella redazione di GiornalMetal.it il debut album dei XCIII. Il progetto è guidato da Guillaume Beringer che compone e arrangia tutti i pezzi coadiuvato da alcune voci femminili che impreziosiscono i 9 brani del cd intitolato Void.
La musica che Beringer mette sul piatto è un mix di avantgarde music e pop-rock elettronico, le note biografiche indicano inoltre la denominazione di “Hypnotic post-rock”…ma al di là delle etichettature che servono solo per gli addetti ai lavori per identificare un certo progetto o band, questo Void dei XCIII è un lavoro più che pregevole di rock sperimentale.
Le canzoni si sviluppano su tematiche di stampo riflessivo e a livello musicale su un approccio apparentemente semplice, strutturato con campionature di synth, tastiere, batterie elettroniche, intrecci di voci femminili con la voce di Beringer, chitarre con suoni d’ambiente ed effetti di modulazione per dare un senso quasi etereo e “sospeso” alle composizioni.
I punti di riferimento “esplorativi” per il progetto possono essere gli Ulver per lo stile di arrangiamento, gli Anathema per l’uso della voce femminile e i Massive Attack per l’uso delle testiere.
Tra gli episodi più interessanti abbiamo il pezzo posto in apertura “iR”…un arpeggio di pianoforte si sviluppa con un un voce femminile in stile recitativo che crea un ambiente sonoro quasi “cinematografico” alla Refn, il singolo “Red Lights” che nella parte introduttiva deve molto a “Set The Controls For The Heart Of The Sun” dei Pink Floyd, si sviluppa poi verso lidi ambient e post-rock molto interessanti.
Altro pezzo di rilievo è At Last One Never Exists, un mix di strumming di chitarra classica con interventi “satellitari” di piano e voci che non cantano, ma strutturano su vocalizzi…il tutto risulta molto etereo e di grande impatto sonico – artistico.
Segnalo in fine il brano Lunchbox, dove Beringer duetta con Maélise Vallez su un mix di post-rock elettronico a tinte dark, evocativo.
Il disco delinea una strada molto interessante per il progetto XCIII, curati arrangiamenti, preziose idee e singolari momenti sonori che vanno a creare un ottimo lavoro di questo composer che dal 2010 crea musica e cerca di affrontare nuove forme espressive. La componente di “contemporaneità” è un valore aggiunto al lavoro. Ci sono band che preferiscono rimanere nei loro meandri sonori e chi cerca di portare avanti un discorso musicale di ricerca. A volte non sempre i risultati sono miracolosi, ma è nelle continua ricerca che si possono avere le maggiori speranze di Essere e non Sopravvivere nel mondo del musicale.
Segnalo la copertina ad opera della bravissima visual-artist e fotografa: Aurélie-Raidron, un artwork essenziale ed etereo come la musica stessa di quest’ottimo Void.
Voto: 7/10
John Sanchez















