I Volturian sono un gruppo italiano, con base a Milano, giunti con questo “Red Dragon” alla seconda fatica discografica, per Scarlet Records, dopo l’esordio con “Crimson” del 2020.
Nati per volontà della bella cantante Federica Lanna, con trascorsi negli Sleeping Romance e Malefistum, e del chitarrista-tastierista e compositore Federico Mondelli (Frozen Crown, Nocturna) i Volturian si muovono nel territorio del gothic metal, con molti spunti personali e con una tastiera che alleggerisce la proposta musicale, peraltro molto gradevole e senza dubbio superiore a molte osannate uscite di questo genere.
Federica Lanna non è solo molto bella, ma anche molto brava e ricorda, senza esserne una copia grazie alla sua personalità di esecuzione, Cristina Scabbia dei Lacuna Coil . Il suo cantato non è mai piatto e banale e la sua carica si sente in ogni passaggio di “Red Dragon”.
Le composizioni di Mondelli sono interessanti, con la precisa scelta di un ricorso abbastanza frequente alla tastiera ma anche, o almeno così sembra, a una batteria elettronica che smorza un po’ l’aspetto metal rock, con un paio di brani da riconsiderare per l’omogeneità del prodotto.
Il brano che mi è piaciuto di più e che mostra il volto maturo dei Volturian è certamente “Empty World”, dove la tastiera è presente, ma segue un dipanarsi del pezzo che cambia spesso volto, per chiudere con un finale molto metal, dopo una prestazione vocale di Federica davvero rilevante. Il tutto è documentato da un video che invito a vedere per comprendere meglio quello che sto dicendo.
Per il resto ci sono intro e outro (“Descent”) che deve molto a certe composizioni del grande Claudio Simonetti dei Goblin, vista l’assoluta preponderanza di tastiere dinamiche.
Per il resto è un buon power melodico “Stay”, con un ottimo assolo di Mondelli, si fa apprezzare il controtempo di “ Harley”, la gotica “Bury Me” che accosta Volturian ai Lacuna Coil, se proprio vogliamo trovare una similitudine, “Freeze” dove la chitarra si fonde con una tastiera molto profonda.
“Burn it up” mette in evidenza il basso, asse portante del brano, suonato da Massimiliano Rossi, che completa la line-up insieme a Andrea Zannin alla batteria, e una interpretazione molto drammatica di Federica Lanna alla voce veramente notevole.
Ci sono poi un paio di brani che sembrano provenire da composizioni diverse, come “Torn Asunder”, che per la batteria elettronica e le tastiere sembra puro synth-pop seppure molto piacevole, anche grazie alla solita Federica Lanna, e “Distant caress”, brano molto liquido e non proprio aderente al resto del disco.
Per concludere, i Volturian mi pare abbiano idee e personalità per fare bene anche in futuro. “Red Dragon è certamente un buon disco e credo che per loro ci saranno altre opportunità, con nostro sommo piacere.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















