L’eredità lasciata da band come Moonsorrow, Ensiferum ma anche Finntroll e Korpiklaani è stata importante tanto da essere presa da modello da band più giovani provenienti sia dai paesi scandinavi (dove essenzialmente il Folk Metal ha prosperato di più) sia nel resto d’Europa.
Dalla terra dei mille laghi tornano in pompa magna i Verikulpa, realtà attiva da alcuni anni che si affaccia sul mercato discografico solo nei tardi anni ’10 del Terzo Millennio con l’esordio “Taistelutahto” (Inverse) e che presentava soluzioni stilistiche vicine al Folk Nordico.
Le cose non sono cambiate essenzialmente in questi anni , i Verikalpa che ormai si sono accasati alla nostra Scarlet Records, si sono adagiati su un sound estremamente derivativo che pesca a piene mani da quella tradizione Folk/Black tipica del mondo nordico la quale ho già citato all’inizio di questo articolo.
Un connubio di sonorità che vanno da melodie sulla falsa riga dei Korpiklaani, ad un approccio alle linee vocali in stile Growl/Scream passando per una ritmica aggressiva e decisamente veloce. Il nuovo “Tunturihauta” che verrà rilasciato il prossimo gennaio tramite Scarlet Records si struttura su Il massiccio muro sonoro il quale, unito ad un lavoro in sede di produzione e mixaggio (il disco è stato registrato agli Space Studios di Oulu) decisamente troppo perfetto” fanno dell’ultimo lavoro dei Verikalpa, un qualcosa di già troppo sentito e fin troppo prevedibile.
La triade iniziale “Verikauhu / Kalmoarmejia / Ritti” definisce già da sola un sound che non si discosta dai lavori precedenti. “Tunturihauta” potrebbe meritare un 8 per l’esecuzione e la produzione , ma a livello di idee è povero, un prodotto che puzza di già sentito.
Ci hanno provato ma l’approccio alla composizione dei pezzi non li salva e ciò al terzo disco è praticamente inaccettabile.
Voto: 5/10
Sonia Giomarelli















