Trauma, una delle band che purtroppo hanno subito gli effetti collaterali di quello che potremmo definire una sfiga colossale.
Band conosciuta ai più come “la band di Cliff Burton, prima di entrare nei Metallica” e che dal 1984 ad oggi ha prodotto solo quattro album, compreso questo, il che è negativo sotto ogni aspetto (primo album 1984, secondo album 2015, terzo 2018 e questo uscito nel 2022).
Va ammesso che nel mezzo hanno fatto una reunion dopo parecchi anni dallo scioglimento, una serie piuttosto lunga di cambi di lineup e dopo la morte del loro storico cantante, quindi purtroppo per la band dopo anni di silenzio, il ritorno leggermente adombrato.
In ogni caso la voce è, in quest’album, di Brian Allen, ex cantante dei Vicious Rumors.
Per quello che concerne le strutture sonore siamo di fronte ad un caro vecchio speed-thrash anni ottanta e novanta. Purtroppo con oneri ed onori di una scelta stilista del genere.
Sia chiaro le composizioni sono interessanti, complessivamente, ma hanno il problema di essere un pochino troppo datate e prevedibili. Di sicuro faranno e fanno la felicità di chi è rimasto “incagliato” in quel periodo storico musicale.
Attualmente solo il batterista è uno della formazione originale, dopo di che abbiamo un cambio pesante di membri, come accennato sopra, chi perché dall’ottantacinque alla rifondazione ha lasciato perdere, sia perché altri hanno mollato nel frattempo, non ultimo il bassista Greg Christian (già ex Testament). Probabilmente i continui cambi di lineup non hanno aiutato, perché se si parla di più del cambio di lineup che delle canzoni, hai un problema.
“Walk away”, “Meat”, “Falling down”, “Blind” e “The river red” sono i brani che mi sono piaciuti di più.
Come sempre, recuperate l’album e fatevi la vostra top chart dell’album.
Direi che a concludere questa recensione ci sono di fattu due valutazioni da fare: un voto di pancia ed un voto oggettivo. Il voto di pancia sarebbe alto, molto lato, ma far votazione di “pancia” fa deviare dall’obbiettività del lavoro proposto, perché ribadisco il composto è buono, ma pesantemente prevedibile e a tratti leggermente scontato. Quindi va fatta una valutazione obbiettiva, quindi sicuramente sopra il “minimo sindacale”, ma non troppo più in la.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















