Dire che Greg Puciato sta con le mani in mano sarebbe come dire una fregnaccia sapendo di dirla. Per chi non lo conoscesse: Cantante degli, ormai non più, The Dillinger Escape Plan, quindi attività solista, collaborazione con Cantrell e coi Killer be killed e molto altro ancora.
“Mirrorcell” è il nuovo lavoro uscito per “Federal prisoner”, dopo “Child Soldier: Creator of God” del 2020, e porta delle sonorità interessanti; ci troviamo delle dinamiche tipiche di Black label society ed allo stesso tempo delle risposte di arrangiamenti derivabili dal grunge e da un certo tipo di stoner; il tutto arricchito dalla voce che è parecchio sopra le righe e con abilità indiscusse.
Rispetto al precedente lavoro Puciato lascia da parte le sperimentazioni e le sezioni elettroniche per un approccio più rock vecchio stile.
Il lavoro in studio è sopraffino, da la possibilità di apprezzare al meglio le capacità di Puciato, che rende al 2000 per cento nelle fasi melodiche oltre alle sue capacità in fase rabbiosa e aggressiva; ottimi i livelli , gli arrangiamenti e le scelte sonore anche del resto della strumentazione che rende questo lavoro ottimo sotto tutti gli aspetti; come sempre la classe non è acqua.
Chitarre belle “polverose” ed ipnotiche; una batteria minimale e coinvolgente, forse con il rullante un pelino troppo metallico, un basso che fa “il suo dovere”. La voce… l’abbiamo già nominata ed è fotonica.
“No more lives to go”, “Lowered” che ha la partecipazione di Reba Meyers dei Code Orange, “Never wanted that”, “All waves to nothing” e “I, eclipse” vi darà il senso delle mie parole, ma come sempre vi esorto ad ascoltare l’album e a definire i vostri brani dell’album preferiti e a far vostro questo lavoro.
Nuovamente Puciato fa un buonissimo lavoro e nuovamente ci propone un mix di emozioni e di capacità compositive e vocali non da poco. Di certo chi, come me, lo ha apprezzato negli TDEP ha trovato un nuovo modo per godere della sua voce.
Voto: 8.5/10
Alessandro Schümperlin















