Le nuove “etichettature” delle band e delle label sulle band che propongono mi fanno abbastanza sorridere. Comprendo il voler dare l’effetto “wow” a questa o quella uscita ma leggere “Swedish groove metal from hell” per questo lavoro dei Transport league mi fa ridere.
Fermo restando che questo lavoro dal titolo “Kaiserschnitt” è un lavoro di crossover tra quello che potremmo definire nu metal anni novanta e primi duemila con dei breakdown qua e la in stile metalcore, del grunge e delle chitarre con un certo appeal verso in thrash primi duemila molto vicino ai Pantera ed in fine dello stoner.
Detto ciò ricordiamo che la band ha fatto perdere le sue tracce dal 2003 al 2013, ma ufficialmente sciolti nel 2005 e riformati nel 2009, è la band ha portato avanti un progetto parallelo dal nome M.A.N. di squisita impronta industria, ora siamo di fronte al nono lavoro da studio.
Questo lavoro è distribuito in forma fisica, cd e vinile, da SPV e in digitale dalla Believe digital e siamo di fronte ad undici brani ragionevolmente suonati bene e ben strutturati, ma purtroppo nulla di eclatante e di particolarmente coinvolgente.
Eppure non sono ne “nuovi di questi boschi” e neppure esordienti; ma ciò non li libera da una strana altalena. Come ho già segnalato ci sono diversi generi insieme e non ve li ho menzionati tutti se debbo essere onesto. Il fatto che facciano brani così tanto differenti e senza una continuità logica od un filo conduttore di un concept che possa in qualche modo “giustificare” così tanti generi differenti nello stesso album spiazza l’ascoltatore.
Brani che sono come dicevo groove metal primissimi anni 2000, piuttosto che pezzi che sarebbero ottimi per gli Alice in chains, quindi poderosamente grunge, piuttosto che materiale nu metal con infezioni metalcore. Strutturalmente la cosa stride se non, ripeto,”giustificata dalla presenza di un concept che definisca le differenti facce dell’album per i diversi capitoli della storia.
A livello puramente tecnica nulla da dire per i risultati sonori proposti; suoni ottimi, bello pompati e “rotondi” al punto giusto per la sezione ritmica; stessa cosa per le chitarre e per la voce.
Resta il dubbio che la band ha assemblato un lavoro “in fretta e furia” per bisogno di contratto o peggio per evitare che il mercato si “scordasse” di loro. Resta che la proposta fatta non è brutta, sia chiaro, ma è meno funzionale di quanto servirebbe alla band ed al pubblico.
Di fatto quando il thrash/groove metal si fonde correttamente con le idee dello stoner e di alcuni tipi di hard rock il risultato è interessante; peccato che non è sempre così e di conseguenza ritorna il vecchio adagio del “occasione persa”. Come se non bastasse il “misto mare/monti” proposto a più riprese fa perdere concentrazione e fa tornare anche il dubbio che la band non sa dove vuole andare e prende in contemporanea più strade e non ci sono picchi di personalità.
“Atomic”, “March, kiss, die”, con Sal Abruscato (primo batterista dei Type O Negative) come ospite, “Me the curse”, “Autumn moon”, la titlatrack “Kaiserschnitt” con Christian Sture (Heal) come guest e “Criminal energy” sono i brani che in qualche modo possono darvi il senso delle mie parole e di quello che avete letto fino ad ora. Come sempre vi invito ad ascoltare l’album e a farvi una vostra idea.
Concludendo, un album che seppur interessante non brilla sia in modo positivo che in quello negativo; purtroppo scelte distanti tra loro “buttate” nella scaletta dell’album a far numero che non aiuta. Speriamo che almeno da live facciano un bello show, ma attualmente siamo lontani all’album speciale, pur essendo il nono della band.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















