Il tentativo, malcelato, di risultare i figli illegittimi dei Septic flesh è palese già dalla copertina e continua allegramente durante l’ascolto di questo “Archaic sacrifice”.
Uniche varianti, la mancanza di eventuali orchestrazioni e della voce di Seth Siro Anton.
Segnalo per altro che questo è il loro terzo lavoro e che sinceramente non è male, tutto sommato, risulta godibile ed a tratti carino; ma non certo un capolavoro. Certamente mi sarei atteso un lavoro più personale al terzo album da studio, eppure ciò non accade in questi otto brani.
Per il resto mi sembra di sentire i Septic, ribadisco, di qualche anno fa con qualche “diabulus in musica” in più misti ai Behemoth e alcuni passaggi più black metal che non death/black.
Una cosa va ammessa ed è il punto più positivo della band: sono andati di parecchio oltre al concetto di blastbeat et simila fine a se stessa. Ovvero la band ha saputo andare con giusta “percentuale” sia nei momenti di rabbia estrema che in passaggi più rallentati.
La violenza sonora la presentano in modo ottimale e tutti gli strumenti sono percepibili in modo “limpido”, persino il basso che nel metal estremo di solito si perde; qui lo si percepisce in modo perfetto.
Buone le batterie come del resto le chitarre che si intersecano in maniera interessante. LA voce è un continuum di rabbia e di aggressività. Mix e master ottimi ed in linea con gli standard del genere.
Nei quaranta minuti che compongono “Archaic sacrifice” direi che: “Tiethu’m”, “Saith”, “Port end” e “Zinew” sono i brani che mi hanno colpito positivamente. Come sempre vi esorto ad ascoltare l’album per scegliervi i brani che più sono vicini al vostro spirito.
Andando a concludere direi che gli Hladomrak fanno il loro “mestiere” con questo lavoro, non posso gridare al gioiello, al capolavoro o simili, perché sarebbe ipocrita.
Le similitudini e le influenze sono pesantemente udibili e percepibili, con i pro ed i contro che queste scelte sonore portano e comportano.
Cosa aggiungere in più? Che se siete appassionati di Behemoth, Septich flesh e di un certo metal estremi miscelato tra black e death loro possono essere una band che vi potrà piacere. Personalmente preferirei di gran lunga che provassero a fare materiale più personale e che certe ispirazioni potessero restare al passato e prendere una personalissima strada.
Voto: 6.5/10
Alessandro Schümperlin
















