Intendiamoci: il Doom è spesso minimale… ma a tutto c’è un limite! I polacchi Tortuga realizzano e pubblicano il loro terzo album, in uscita per Napalm Records (così sapete di chi è la colpa! Sono rimpatico eh…) E nella bio si impegnano a definire il loro sound come un Doom pregno di atmosfere Stoner, psichedeliche e Prog. Almeno nell’intenzione. In realtà, ci troviamo davanti un album un po’ pretenzioso, “minimale” sì ma in senso negativo, con un suono di chitarra che definirei orrendo ed offensivo anche per gli amanti della più “attufata” distorsione Stoner-eggiante. Le vocals sono poche, spesso incomprensibili in quanto filtrate elettronicamente (qua e là è presente un vocoder)… c’è poco altro. Classiche “dilatazioni atmosferiche” di retrogusto psichedelico sono presenti qua e là… ma non aggiungono granchè alla qualità del prodotto. I nostri paiono voler impressionare l’ascoltatore più per sottrazione che per addizione di stilemi ed elementi compositivi, e questo potrebbe anche essere un pregio, se portato avanti con una certa ragion d’essere. Ma le premesse qui non mi paiono sufficienti. Mi spiace essere lapidario ma ogni tanto bisogna stabilire una misura. Uno scarabocchio non può diventare automaticamente un quadro astratto. E badate bene che di esser considerato uno che “non può capire il valore altolocato di dischi come questo” al sottoscritto non gliene può fregare di meno. Ciao ciao.Label: Napam
Voto: 4,5/10
Alessio Secondini Morelli















