I Thyrfing sono tornati dopo un lungo silenzio durato ben otto anni; “Vanagandr” è il loro nuovo album e uscito per Despotz Records.è completamente la stessa ovvero si avvalgono del loro passato di death/pagan/viking metal, con delle scelte di campo leggermente più mature e meno istintive rispetto al passato.
La formula compositiva non ha solo le scelte tipiche del filone scandinavo, e non solo, del death/viking; ma ci sono archi assortiti, orchestarazioni che ampliano di molto la proposta della band ed aggiungendovi anche delle forme corali piuttosto particolari ma evocative completano questo ritorno sul mercato.
Come cigiliegina sulla torta alcune incursioni nel folk e nell’acustico che non guastano.
Piccola nota di colore, specie per chi non è avvezzo all’Edda di Snorri, il titolo null’altro è che un’altro nome con cui si conosce Fenrir il lupo ; la creatura ferale nata dall’unione tra Loki ed una gigantessa. Ci aggiungo che in copertina Fenrir ha le catene dato che nell’Edda è scritto che è incatenato in un’isola in mezzo ad un lago fino alla fine dei giorni; al Ragnarǫk le catene si spezzeranno e lui con gli altri demoni e “fratelli” combatteranno contro gli dei di Asgard. Ed ecco svelato il motivo della copertina.
Tornando al composto debbo dire che ottime le scelte compositive e da mixer sotto ogni aspetto; non siamo di fronte a del mero “blast beat e pedalare”, ma ci sono addirittura parti rallentate, quasi doom, passando a delle composizioni articolate quasi prog che vengono miscelate alla furia primordiale.
Per la parte di registrazione possiamo percepire che, partendo dalle ritmiche, le batterie belle piene e curate in modo da non perder per la strada nulla.
Basso percepibile, ma non troppo, permette di essere il collante con le chitarre, che macinano riff in modo incessante; orchestrazioni, archi e parti folk che sono realmente a completamento di un album bello già di suo.
La voce che sta a cavallo tra growls e mezzo scream con delle parti in pulito.
sul post prodotto nulla da eccepire, ribadisco, le scelte da mixer sono state più che ottime, permettono di sentire le composizioni in modo ottimale ed al meglio.
“Döp Dem I Eld”, “Träldomsord”, “Rötter”, “Håg Och Minne”, e “Jordafärd” sono i brani che più mi hanno colpito, fermo restando che anche gli altri hanno una loro specifica dimensione ed un loro assoluto spazio in questo lavoro.
Concludendo questo lavoro è non solo un buonissimo coming back, ma pure un lavoro veramente interessante per i Thyrfung. Di certo è un lavoro che può essere interessante non solo per deathster e per folkmetallers, è un lavoro completo, ben strutturato e ben suonato.
Voto: 8/10
Alessandro Schümperlin















