Thecodontion, band romana, dal nome evocativo proveniente dall’antica Grecia e maledettamente adatto anche al genere di musica prodotta da questo interessante duo. Attivi dal 2016, la band dopo un demo e un Ep, approda finalmente al full-lenght, sotto l’ala protettrice dell’inglese Repose Records in collaborazione con la Voidhanger Records. Supercontinent, questo il titolo dato al nuovo lavoro discografico. Dicevamo sul genere musicale, bene, la band lo presenta come Prehistoric Metal Of Death, definizione molto affascinante che fa presagire qualcosa di assolutamente profondo e oscuro. Sì l’oscurità è propria ciò di cui si cibano i brani contenuti all’interno del disco. La particolarità e la forza delle canzoni sono l’assenza di chitarre all’interno del sound della band, con soltanto voce, batteria e due bassi che sostengono in modo eccezionale perle oscure e dannate come Gyrosia, primo allucinante estratto da questo Supercontinent. Nella seconda Vaalbara siamo inondati da una sorta di strana brutalità, che strappa di dosso brandelli di carne, tramite il poderoso supporto dato dalla voce in screaming veramente agghiacciante e annichilente, sostenuta da un muro sonoro che non fa rimpiangere nel modo più assoluto le chitarre. Qui signori miei non ce ne bisogno, fidatevi, basta ascoltare tracce come: Ur, pezzo assai disturbante, oppure Kenorland che con il suo mood destabilizzante rimane impressa nella mente fin dai primi secondi. Un altro gioiello nero è la marziale Lerova, dove con i suoi due minuti e ventiquattro secondi, rende idea di ciò che stiamo mettendo per iscritto. Brutalità, diciamo noi, fredda, lacerante e dissacrante proveniente dalle note di Nuna, Rodinia e dove in sottofondo sembra apparire anche una sorta di melodia che mette in un certo senso i brividi. Tethys invece riesce a smorzare un po’ tutta la furia accumulata fino ad ora, un minuto e cinquantotto di pura goduria musicale, cosa che ci fa capire che questa band è semplicemente geniale, perché non ha solamente ferocia e brutalità, ma anche genio, tecnica e classe. Ritorna l’assalto frontale con Laurasia – Gondwana, altro grande esempio di estremismo sonoro ai massimi livelli. Chiudono questo piccolo e oscuro capolavoro della musica estrema altre due canzoni, Pangaea e Panthalassa, (quest’ultima mette ancora in mostra tutta la creatività della band), che mettono in rilevo tutte le malsane qualità di questa realtà tutta italiana, che ha saputo dare linfa nuova al mondo dell’estremo, con il nuovo Supercontinent, che sicuramente non passerà inosservato, perché è veramente degno di nota. Avvicinatevi a questo nuovo disco dei romani Thecodontion, le emozioni forti sono assicurate.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro















