Con la notizia dell’imminente pubblicazione per Tsunami Edizioni della ristampa riveduta e corretta del libro biografico “Il Negromante Del Rock”, accompagnata dall’annuncio di un altro imponente “sequel” editoriale dedicato alla Storia dei Death SS dal 1987 fino ad oggi, scritto assieme ai grandi giornalisti di settore Gianni Della Cioppa e Stefano “Steven Rich” Ricetti, Steve Sylvester, il leader della Heavy Metal band più influente dell’italica penisola, è di nuovo sotto i riflettori. Lo abbiamo quindi incontrato per scambiare con lui impressioni, curiosità e qualche indiscrezione sulle nuove uscite editoriali e sulla sua ormai quarantennale carriera nei Death SS. A voi l’intervista.
Buongiorno Steve. Benvenuto sulle pagine telematiche di GiornaleMetal.it
Ciao AleSSio!
Un Satanico Saluto a tutti i lettori di Giornale Metal!
E’ appena uscita la nuova versione aggiornata della tua biografia “Il Negromante Del Rock”. Ci puoi parlare del suo contenuto aggiuntivo rispetto alla prima versione?
La ristampa del “Negromante” nasce principalmente perchè la sua prima edizione era da anni introvabile e fuori catalogo. Tsunami si è offerta di farne una ristampa, che per l’occasione è stata revisionata completamente. Innanzitutto è cambiata l’immagine di copertina. La vecchia era una mia foto del 2000 messa come provocazione perchè simboleggiava che in quel libro io mi ero “messo a nudo”, confessando tutti i segreti e i retroscena che hanno portato alla formazione dei DEATH SS. Con il senno del poi abbiamo invece preferito utilizzare solo foto inerenti al periodo che veniva trattatato in quel libro, quindi esclusivamente immagini che vanno dal 1977 al 1982, molte delle quali inedite, provenienti da vecchie negative e diapositive che conservavo in un ripostiglio di casa mia. Anche i testi sono stati ricontrollati e diversamente editati per rendere il libro ancora più scorrevole. Inoltre sono state aggiunte anche delle pagine a colori…
Mi pare che siano in uscita anche degli altri volumi, integrativi alle parti più “oscure” della storia passata dei Death SS. Ce ne vuoi parlare?
A breve seguirà un secondo libro, scritto negli ultimi due anni da me con la collaborazione di Gianni Della Cioppa e Stefano Ricetti, che proseguirà la storia dei DEATH SS da dove terminava sul “Negromante del Rock”, vale a dire dal 1987 ad oggi. Sarà un “tomo” molto consistente di circa 500 pagine, sincero, blasfemo e diretto come e più del precedente…!
Ormai sono passati più di quarant’anni dalla formazione dei Death SS, che reputo la più influente e prestigiosa Heavy Metal band della nostra penisola. Durante questo periodo acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta. Che cambiamenti hai visto nella scena Metal internazionale e, soprattutto, italiana, nel bene e nel male?
In quaranta anni di cambiamenti ne ho visti tanti… E’ naturale e fa parte dello scorrere della vita. Ovviamente riguardano tutti i campi delle mie esperienze di vita e non sono solamente circoscritti al mondo musicale. Impossibile per me elencarli tutti… Per quanto poi riguarda se i vari cambiamenti siano avvenuti “nel bene o nel male” dipende solo dalla nostra percezione individuale…
Voi siete, come ho già detto, la più influente Heavy Metal band italiana. Merito anche del vostro fortissimo immaginario Horror/Occulto. Siete stati indubbiamente i primi ad adottare certi elementi teatrali. Ora che la cosa ha raggiunto internazionalmente livelli quasi parossistici (vedi Slipknot e Marilyn Manson), ti senti un pioniero, un innovatore o altro?
Mi sento semplicemente me stesso, Tutto quello che ho sempre fatto è stato seguire le mie naturali inclinazioni, senza starci troppo a pensare sopra… Se questo poi ha fatto di me un “pioniere” o altro, non stà a me deciderlo…
Una curiosità. Quando avete partecipato allo Sweden Rock Festival, qualche anno fa, hai avuto modo di incrociare il palco con due bands che sono state una grande influenza per i Death SS: Black Sabbath (al loro tour di addio) e Alice Cooper. Hai avuto modo di incontrarli, parlare con loro? Hai qualche aneddoto da raccontarci inerente il festival?
Purtroppo non ho avuto in quell’occasione il modo di incontrarmi con Alice Cooper, che suonava il giorno prima dei DEATH SS, ma durante la conferenza stampa ho incontrato Ozzy Osbourne e Tony Iommi che avevano il loro turno interviste subito dopo il mio. Avevo già conosciuto personalmente Iommi in altre circostanze e ci siamo semplicemente salutati. Aneddoti ne avrei relativi ad altre band presenti al festival, quelle che hanno condiviso con noi lo stesso albergo in quei tre giorni, alcune delle quali, tipo ad esempio gli Uriah Heep, si sono rivelate molto affabili e simpatiche…
Parliamo un poco della tua attività musicale extra-Death SS. I tuoi due ottimi albums solisti, ad esempio. Potrebbe esserci modo di vederli ristampati, magari in digital remastering? Secondo me, è un peccato vederli relegati al solo mercato collezionistico. Purtroppo uscirono durante un periodo un pochino delicato, perché tutte le labels deputate a pubblicarli (Abraxas, Flying, Contempo) stavano avendo problemi grossi. Cosa avvenne, precisamente?
“Free Man” è stato ristampato qualche anno fa, anche su Picture-disk e “Special Box” dalla Deadly Sin Records, l’etichetta dei miei amici Gabriele e Matteo, mentre un’etichetta messicana ne ha curato una ristampa in CD + DVD.. Non è escluso che prima o poi entrambi i miei lavori solisti possano venire riproposti in qualche altra veste “speciale”. Aspetto solo che si verifichino le circostanze ottimali che possano permettere questo genere di operazione. Come hai detto tu, all’epoca della loro uscita, nella seconda metà degli anni 90 circa, il mercato discografico indipendente iniziò una inarrestabile e progressiva discesa che portò alla chiusura di molte realtà…
Progetti come WOGUE e Sancta Sanctorum, avranno un futuro?
Al momento no. Chissà, forse più avanti…
Sfatiamo un mito: i Death SS secondo il sottoscritto e secondo MOLTISSIMI altri fans NON portano sfiga! Questa è una voceria che la band si è portata dietro da moltissimo tempo. Forse dovuta alla loro iconografia estremamente “mortuaria”. Tu ci hai anche ironizzato molto con il brano (e il divertente videoclip in animazione) “Bad Luck”. Pensi che questa stramaledetta voceria sia stata in un modo o nell’altro un freno alla vostra popolarità, soprattutto internazionale (che invece secondo me sarebbe ben meritata, dato il grado d’influenza che i Death SS hanno esercitato su tutta la scena del Metal estremo)?
😎 Sei pazzo? Ma certo che portiamo sfiga! E’ veriSSimo! Solo che la portiamo solo agli sfigati! Alle persone “giuste” ed “aperte” portiamo invece fortuna! La cosa è comprovata! (ha ha ha… splendida risposta, debbo testimoniare da fan e quindi da persona aperta che Steve ha ragione 😛, NdR)
Recentemente mi è capitato di vedere, durante la visione di un documentario sui Pentagram, un tizio che indossava la maglietta di Heavy Demons. Essendo stati i Death SS una Horror Metal band parecchio influente, ti sono arrivati i giusti attestati di stima da parte di qualche band estera? Personalmente credo che gente come Dani Filth ti debba davvero molto.
Sì, negli anni ne ho ricevuti moltissimi, da parte delle band più disparate, e la cosa ovviamente mi ha fatto molto piacere. Leggerete alcuni di questi “attestati di stima” nella prefazione del libro “LA STORIA DEI DEATH SS”, di imminente pubblicazione…
Ed ora parliamo dello Steve Sylvester attore. Ho avuto il piacere di vederti interpretare te stesso sul mitico “Ispettore Coliandro”, oltre ad alcune parti più o meno impegnative su vari films/telefilms di tipo poliziesco. Vi è stato un criterio di scelta da parte tua nel selezionare le tue apparizioni sul grande e piccolo schermo? Ti rivedremo ancora in futuro in questa veste?
Non so risponedere a questa tua domanda perchè non dipende da me. Posso solo dire che mi sono sempre divertito moltissimo ad interpretare i ruoli che mi hanno fatto recitare e in alcune occasioni, come con i Manetti Bros, ne è nata anche una grande amicizia. Non ho mai fatto l’attore per scelta professionale e non ho un agente che mi procura lavori in tal senso. Ho semplicemente risposto affermativamente a precise richieste che mi hanno rivolto nel tempo. Se me ne capiterà qualche altra che reputerò interessante lo farò di nuovo di buon grado…
Un’altra tua passione per cui sei noto sono i “fumettacci dark” italiani, che sono stati molto influenti nell’iconografia dei Death SS. Recentemente hai stretto un sodalizio artistico per delle copertine degli albums con il grande Maestro Emanuele Taglietti. Ed hai anche scritto dei contributi per una serie di libri sull’argomento: “Immaginario Sexy”. Continuerai in futuro ad avvalerti di questo tipo di collaborazioni e gemellaggi artistici che valorizzano la miglior illustrazione “pulp” italiana?
Sì, è una cosa che mi piace moltissimo e che sto continuando a portare avanti. Oltre che con l’immenso Emanuele Taglietti ho collaborato anche con Alex Horley, collaboratore Marvel USA e già autore di covers per Gene Simmons e Rob Zombie. Con entrambi e con il prolifico autore-disegnatore-sceneggiatore-musicista Luca “Laca” Montagliani sto collaborando per la resurrezione di molte delle sexy-eroine del fumetto italiano degli anni 70 e 80. L’intento comune è crere un ensamble artistico a 360° che coinvolga tutte le nostre eccellenze in un unico e “satanico” calderone…
Il festeggiamento del quarantennale della band si è compiuto al Metalitalia Festival del 2017 con uno show bellissimo con ospite Al Priest, immortalato su un DVD altrettanto bello. E pocodopo è avvenuta un’altra epocale esibizione all’Agglutination del 2018. Nonostante alcuni problemi con la curia locale, che ha cercato di censurare la band, è andato tutto quanto bene? Com’é stato festeggiare il quarantennale con queste due esibizioni Live, secondo me tra le più epocali degli ultimi anni per i Death SS?
Bè festeggiare un quarantennale è una tappa molto importante e ovviamente eravamo tutti piuttosto emozionati. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio per offrire uno spettacolo all’altezza della situazione. A Milano è andato tutto benissimo anche grazie ad uno staff organizzativo veramente eccellente. All’Agglutination abbiamo avuto quei tristemente famosi problemi di “censura” con relativi esposti all’Autorità da parte della Curia locale, ma come è noto, la cosa si è al solito risolta in una bolla di sapone…
Domandina forse scomoda: come va con il tuo interesse nell’occulto? Stai riuscendo nella tua progressione spirituale? Frequenti ancora l’OTO italia?
L’evoluzione spirituale è un processo che non ha mai fine e che si arricchisce giorno per giorno con nuove esperienze, con l’intento di cercare di migliorarsi interiormente e, di conseguenza, migliorare il mondo che ti circonda.
Da tempo e per diversi motivi, non ho più molti contatti con l’Ordo Templi Orientis ma nutro sempre una profonda stima per l’ordine e tutti i suoi confratelli.
Altra domandina forse scomoda: hai ancora dei contatti con il tuo vecchio band-mate Paul Chain? Sei al corrente di ciò che stia facendo ora?
Che palle! Ancora questa domanda…? (diavoletto d’un Alessio! Dopo tutti questi anni da fan, non hai resistito a fargliela ‘sta cavolo di domanda eh… beh ora giurin giuretta non farlo mai più! 😛 NdR)
OK Steve ti ringrazio per l’intervista. L’intervista volge al termine. Saluta chi vuoi.
SataniciSSimi Saluti a tutti!
Steve
Intervista raccolta da Alessio Secondini Morelli















