Cabo, all’anagrafe Gianluigi Cavallo, preso come nuovo cantante dei Litfiba dal 1999 al 2006. Sostituì all’epoca il Pelù nazionale, proprio in quegli anni defezionario e diretto ad un’attività solista. Questo sicuramente fu croce e delizia per il nostro Cabo, precedentemente segnato da una carriera come DJ ed artista elettrodance. Per tutto il periodo passato nei Litfiba, il nostro ha acquisito una buona notorietà a livello nazionale. Mentre la sua carriera musicale post-Litfiba è stata piuttosto altalenante. Forse, proprio perché è stato bollato per molti anni come “il sostituto temporaneo di Pelù nei Litfiba”. Ciò nonostante, Cabo sta cercando negli ultimi anni di rimettersi musicalmente in pista, dimostrando voglia e determinazione (nonché capacità tecniche ed espressive abbastanza sviluppate) per costruirsi una carriera musicale di stampo Rock (cantato in) Italiano con le contropalle. Così il nostro, oltre all’altra band denominata IlNero (fondata con suo figlio Zeb), ha da poco sfornato il suo nuovo album solista “Base Ribelle”. Cosa dire… i Litfiba sono ormai il passato, resta qualcosa con cui convivere, ma che dopotutto non da più molte noie. Certo è che il nostro dimostra una perfetta padronanza tecnico-espressiva del mezzo vocale, e ci regala dodici brani di buon Italic Rock spesso e volentieri tendente al cantautorale, con le tipiche atmosfere e il tipico stile lirico (più o meno) “ribelle” comune a gente come Litfiba-post-El-Diablo/Ligabue/ultimo-Vasco. Finora ho parlato delle “derivazioni” a scopo esclusivamente recensorio, perché ho intenzione di cercare d’illustrare bene a chi legge queste mie righe l’ambito stilistico su cui si dipana l’artista in questione. Parlando di qualità, la media è davvero buona. Fanno relativamente capolino nella produzione, moderna ed attuale, delle bellissime e curatissime chitarre che sanno di Grunge e Post-Metal, cosa che rende particolarmente appetibile la proposta musicale presente nell’album ai fans italiani dell’Hard e del Rock duro in genere… voglio dire: anni fa Vasco disse che voleva iniziare a suonare Metal. Disse! Per fortuna era tutta una bufala. Un’alternativa interessante, pur mediata ed edulcorata da una produzione tipicamente “italiana” (il che non è necessariamente un difetto, attenzione), pare essere proprio l’album solista di Cabo. Che per audacia comunicativa, tra l’altro, pare spingersi spesso in territori mai toccati dai “classici” Litfiba & Co. Vi basti ascoltare la title-track, ottimamente introdotta da un frammento campionato d’un celebre discorso di fine anno del Nostro Caro e Mitico Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Oppure da episodi particolarmente felici a livello lirico (e non da meno musicale) quali “Nuvole” e “Il Crocevia Dei Miracoli”. Insomma, l’ambito sonoro in cui si muove il nostro Cabo lo avete ben presente. Un consiglio che vi posso dare spassionatamente è di mettere da parte ogni paraocchi musicale e considerare che “Base Ribelle” è un album di ottima qualità. Quindi agite di conseguenza e seguite la carriera musicale del buon Cabo, che sicuramente ci riserverà presto delle sorprese.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















