“Siamo noi i nostri stessi demoni e rendiamo il mondo il nostro inferno” Oscar Wilde
In Nomine Sanguinis è il nuovissimo album di un orgoglio tutto italiano, un mix affascinante e potente di sonorità metal, gothic ed elettroniche; la creatura musicale in questione sono i Theatres Des Vampires.
La band capitolina con questo undicesimo album della loro storia arriva a un disco praticamente perfetto, a detta di chi scrive forse uno degli esempi di Gothic Metal migliore di questa annata che volge al termine. E in questo freddo e piovoso Novembre i Theatres sferzano un colpo al mercato discografico, per gli amanti di band come Paradise Lost o Type O Negative, davvero notevole e che sono sicuro lascerà il segno nel firmamento del genere, di cui ormai la band sta diventando una delle più grandi esponenti. Merito anche dell’ottima e intensa attività live dei nostri che dopo la Pandemia Globale, sta riprendendo a pieno ritmo (ma approfondiremo il tema in fase di intervista ai nostri).
In Nomine Sanguinis è un lavoro davvero ottimo sotto molteplici punti di vista, a mio avviso, tutti riconducibili al discorso musicale. Non entro infatti nelle tematiche e nei testi specifici dell’opera, che sono uno dei marchi di fabbrica della band di Roma, interessanti poiché hanno una solita base letteraria con riferimenti ai grandi della drammaturgia come il Goethe o dai maestri dell’horror come Crawford.
E’ interessante il concetto di un’approfondimento tematico che viene portato al di fuori dei testi classici e viene “musicato” come avveniva nell’800 nella Musica Classica. Da sempre la musica Metal è un po’ rappresentazione “moderna” di quello stile, con arrangiamenti complessi, rifiniture melodiche, studio dei tempi e un’accurata visione delle Voci nello spettro sonoro creato da alcune eccellenti band del genere.
In Nomine Sanguinis quindi ci porta una base tematica solida ed elaborata e il tutto viene (e qui è il pezzo forte dell’album) accompagnato da un ventaglio di sonorità davvero interessanti. Nell’album troviamo: dagli arrangiamenti sinfonici quasi da colonna sonora dell’incipit Death in Venice, ai passaggi più prettamente Metal e Gothic di The Bride of Corinth o di Christina, passando per la grande teatralità con aperture sonore della tittle-track (forse il pezzo più “operistico” assieme alla traccia conclusiva Till the Last Drop of Blood).
Interessante il brano The Void Inside, che per i suoi 4 minuti circa stacca dal tema storico per raggiungere lidi di “contemporaneità” che attualizzano e non stereotipano il prodotto dei Theatres Des Vampires. Davvero una piccola gemma di eletro-gothic degna di grande attenzione.
In fine la produzione è ottima, bilanciata e attenta ai dettagli, sopratutto in fase di mix, ai Time Collapse Recording Studio sono riusciti a far emergere i vari passaggi tra le parti della band e gli arrangiamenti con ancora la concatenazione delle voci e della voce di Sonya Scarlet, che ricama ottime linee vocali lungo tutto il disco. Riccardo Studer compone, produce, mixa e masterizza il prodotto. In alcuni punti il corpus sonoro risulta un po’ compresso, sopratutto sulle batterie, ma è un qualcosa che sorregge in modo massiccio i pezzi del disco che di base, nella loro essenza, sono davvero dei brani notevolissimi.
In Nomine Sanguinis è a tutti gli effetti uno dei migliori album che l’Italia abbia prodotto quest’anno.
Ottimi pezzi, pregevoli arrangiamenti, produzione curata e di livello, tematiche accattivanti.
Solo questo dovrebbe servire a una band per sigillare un album di alto profilo.
“La teoria dell’immortalità dell’anima contiene più minacce che consolazioni” . Mason Cooley
Voto: 7,5/10
John Sanchez















