Sono passati ben 7 anni da questo esclusivo evento live che ha avuto luogo presso una piccola chiesa nei pressi di Wacken; concerto che aveva aperto ufficialmente il Wacken Open air 2016 e destinato a pochissimi “eletti” (circa 300 spettatori presenti).
Bene, a distanza di sette lunghissimi anni, la Ear music/Edel decide di pubblicare l’evento su cd (“Rocking Heels- Live at metal church”) e nel contempo rendere pubblici gratuitamente tutti i video delle tracce che compongono l’album su Youtube.
Tarja, nello show interamente acustico, viene accompagnata solo da pianoforte, viola e violino; la scaletta verte quasi esclusivamente su “cover” di band famose, riarrangiate e reinterpretate in maniera eccellente e che si adattano magistralmente alla voce della singer finlandese.
Tra i brani della discografia di Tarja troviamo pochissime tracce, tra le quali “Sleeping sun” (dei Nightwish in realtà), “The Living end” e “I walk alone”, oltre che la sua ormai celebre e toccante “Ave Maria” che viene aperta dalla medesima preghiera recitata in latino.
Ad essere onesti le tracce più riuscite del disco, sono proprio le cover di una serie di band che non mi hanno mai “preso” e che non mi hanno mai entusiasmato come i Rammstein (“Ohne Dich”), i Linkin Park (“Numb”), Avenged Sevenfold (“Afterlife”) o gli Slipknot (“Vermillion Pt.2”), anzi sono gruppi che non mi piacciono e che non riesco proprio a “digerire”.
Quindi le versioni riarrangiate da Tarja sono migliori delle originali ? Per me si! Canzoni che interpretate da Tarja riescono a “splendere” di luce propria: della serie il brutto anatroccolo diventa un cigno!
Questa resta ovviamente una mia valutazione, molto probabilmente influenzata da un mio pregiudizio verso queste band (faccio mea-culpa).
Non potevano mancare i Megadeth con “Trust” o i Metallica con “The unforgiven”, con quest’ultima che vince a mani basse nei confronti della prima, ma questo vale anche per le versioni orginali.
Mi ero avvicinato in maniera scettica a questo disco, pensando si trattasse di una mera operazione commerciale nel tentativo di colmare un buco discografico di Tarja (se non contiamo il recente progetto “Outlanders”, sono passati 4 anni dall’ultimo disco in studio), invece devo ammettere che il risultato finale e’ davvero sorprendente.
Acquisto consigliato per i fans e per chi ama il canto in generale (effetto “WOW assicurato” !).
Voto: 7,5/10
Stefano Gazzola















