5 soli brani ma piuttosto lunghi, una coordinata sonora puramente Atmosferic/Depressive Black Metal con pochissime varianti, giusto qualche parte orchestrale e un paio di semplici arpeggi di chitarra. Questo è tutto sul nuovo album dei Suicide Forest, one-man band da Tucson Arizona (che prende il nome, non a caso, dalla famosa “Foresta Dei Suicidi” situata in terra giapponese). Ma nonostante ciò, anzi proprio grazie a cio, quel che ne risulta è un disco tanto freddo nei suoni quanto fortemente emotivo nella sua minimalità. Un album che pare dare voce in maniera perfetta alle più recondite emozioni negative insite nell’animo umano, soprattutto in questo maledetto periodo di lockdown pandemico. Angoscia pura, paura, rabbia e speranza vengono debitamente rappresentante mentre si alternano lungo tutta la durata di “Reluctantly”. Le parole possono descrivere i fatti solo ad un certo punto. Poi c’é da mettere in conto i fatti. Ed i fatti sono che la Avantgarde Music Productions ci fa conoscere un altro progetto musicale estremamente interessante. Soprattutto per chi segue la versione più minimale del Black. Il che non vuol dire priva di idee. Anzi. L’album è in uscita il 26 di marzo. Affrettatevi o voi “black metallers depressivisti” a prenotarne una copia.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















