Dopo quasi vent’anni di carriera, i Signum Regis continuano a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. La band slovacca, nata nel 2007 e diventata uno dei nomi più apprezzati della scena melodic Power Metal europea, annuncia il nuovo capitolo della propria storia con l’ottavo album in studio “Beyond Spacetime”, in uscita il prossimo 9 ottobre per Fireflash Records.
Ad anticipare il disco arriva il nuovo singolo “Echoes of Glory”, un brano speciale che vede protagonisti due voci fondamentali per il percorso della band: Mayo Petranin e Jota Fortinho, unite in un duetto che celebra una vera e propria reunion artistica.
Abbiamo incontrato i Signum Regis per parlare del nuovo lavoro, della nascita dell’album e del significato di un progetto che rappresenta molto più di una semplice nuova uscita discografica.
“Echoes of Glory” nasce da una reunion importante: come è nata l’idea di riportare insieme Mayo Petranin e Jota Fortinho?
Signum Regis:
“Quando abbiamo iniziato a lavorare a Beyond Spacetime non avevamo ancora una formazione completa. Non avevamo un cantante stabile e inizialmente avevamo pensato di seguire la strada già percorsa con l’album Exodus, coinvolgendo diversi ospiti alla voce.
Poi la vita ha deciso diversamente. Durante le registrazioni abbiamo riallacciato i rapporti con due nostri ex cantanti, Mayo Petranin e Jota Fortinho. Abbiamo capito subito che sarebbe stato speciale averli nuovamente insieme. Così è nata l’idea di scrivere una canzone che celebrasse questa reunion: Echoes of Glory.
Non si tratta soltanto di un’apparizione su un brano, ma di qualcosa destinato a durare nel tempo. La formazione che vedete nel video sarà anche quella che salirà sul palco nei prossimi concerti”.
“Beyond Spacetime” sembra essere un album che guarda al passato ma con una prospettiva completamente nuova. Come descrivereste questo viaggio musicale?
Signum Regis:
“Questo disco rappresenta un momento molto importante per noi. Gli ultimi tre anni non sono stati semplici, ma proprio per questo Beyond Spacetime non è soltanto il ‘prossimo album’ dei Signum Regis.
È un lavoro nel quale abbiamo cercato di creare qualcosa di speciale, prima di tutto per noi stessi e poi per i nostri fan. Abbiamo sperimentato molto in studio, provando nuove soluzioni e portando la nostra musica in territori diversi.
Potremmo dire che abbiamo preso King Rex, il personaggio simbolo della band, e lo abbiamo trasportato dalla Terra allo spazio. Sembra folle, ma era esattamente quello che volevamo raccontare”.
L’album ospita numerosi grandi cantanti del panorama metal internazionale. Come è nata questa scelta?
Signum Regis:
“L’idea iniziale era che l’intero album fosse cantato da Jota Fortinho, ma nel 2024 ha lasciato la band. A quel punto abbiamo iniziato a pensare a quali voci potessero rappresentare al meglio ogni canzone.
Abbiamo scritto una lista di nomi, includendo anche artisti che per noi sono sempre stati punti di riferimento. Non avevamo limiti: abbiamo contattato alcuni dei nostri idoli e siamo rimasti sorpresi quando praticamente tutti hanno accettato.
Avere collaborazioni con cantanti come Tim Ripper Owens, Ralf Scheepers, Johnny Gioeli e Matt Smith è stato un sogno diventato realtà.
Sono artisti leggendari, professionisti assoluti, e averli su Beyond Spacetime è qualcosa di cui siamo profondamente orgogliosi”.
Musicalmente il disco sembra molto vario: cosa troveranno gli ascoltatori?
Signum Regis:
“Abbiamo inserito molti elementi diversi: brani Power Metal veloci e potenti, atmosfere epiche, momenti progressivi, influenze neoclassiche e anche ballate più intime.
Alcune canzoni hanno una storia molto lunga. Throne Of Gold, ad esempio, arriva da un periodo precedente della band ed è stata completamente rivisitata. Include anche un assolo di chitarra di Victor Smolski.
Midnight Train nasce invece come un brano strumentale per chitarra classica scritto molti anni fa da Filip, mentre altri pezzi raccontano momenti più recenti della nostra evoluzione musicale.
È un album che attraversa diverse epoche dei Signum Regis”.
Il titolo “Beyond Spacetime” richiama spazio e tempo. Anche i testi seguono questa direzione?
Signum Regis:
“Sì, abbiamo voluto ampliare anche il lato lirico. I testi parlano di esperienze personali ma anche di temi universali.
Ci sono brani molto introspettivi, che affrontano le sfide dell’essere umano, le paure, le difficoltà e il bisogno di superare i propri limiti.
Alcune canzoni portano idealmente l’ascoltatore nello spazio, altre invece lo conducono dentro sé stesso, in una sorta di viaggio interiore”.
La copertina è firmata da Uwe Jarling, artista già legato a grandi nomi del Metal. Quanto è importante l’aspetto visivo per voi?
Signum Regis:
“L’artwork è sempre stato una parte fondamentale della nostra identità. Uwe Jarling aveva già creato un’immagine iconica con Undivided, dando vita al personaggio di King Rex.
Per Beyond Spacetime abbiamo lavorato in modo molto intenso, discutendo ogni dettaglio. Il risultato finale rappresenta perfettamente la nostra visione.
Crediamo che un album non sia soltanto musica: anche la copertina, il concept e l’immaginario fanno parte dell’esperienza artistica”.
Tra poco arriveranno i vent’anni di carriera. Qual è il futuro dei Signum Regis?
Signum Regis:
“Abbiamo sempre creduto nei valori del Metal melodico tradizionale, e questa sarà sempre una parte fondamentale della nostra identità.
Ma siamo anche un gruppo di amici con la voglia di creare musica senza barriere. Non vogliamo limitarci: la musica deve essere prima di tutto arte e libertà.
Beyond Spacetime dimostra proprio questo. È diverso dai nostri lavori precedenti, ma siamo estremamente orgogliosi del risultato.
Non sappiamo esattamente cosa ci riserverà il futuro, ma continueremo a seguire i nostri valori e a creare musica con la stessa passione”.
La formazione dei Signum Regis
- Mayo Petranin – voce principale e cori
- Filip Koluš – chitarre, produzione e mixaggio
- Ronnie König – basso
- Ján Tupý – tastiere e cori
- Jaro Jančula – batteria
Con “Echoes of Glory” e il nuovo album “Beyond Spacetime”, i Signum Regis confermano la loro capacità di unire melodia, tecnica ed emozione, aprendo un nuovo capitolo di una storia iniziata nel 2007 e pronta a celebrare il prossimo ventennale con ancora tanta musica da raccontare.
















