Di fronte a certe operazioni… non so proprio cosa pensare! Sapete chi sono i Roxxcalibur? Un manipolo di Eroi del Metallo, alias musicisti metal dell’odierna scena internazionale… che dal 2009 si sono uniti allo scopo di far nascere una NWOBHM-cover band! Già due album sono stati dati alle stampe, titolati rispettivamente “NWOBHM For Muthas” (2009) e “Lords Of The NWOBHM” (2011). Dopo di ciò, i nostri hanno suonato in lungo e in largo in seno ad un buon numero di festival internazionali di settore (a fianco, tra l’altro, di alcune delle più gloriose, autentiche NWOBHM-stars quali Samson, Girlschool, Tygers Of Pan Tang e gli stessi Iron Maiden). Il fatto è… che i nostri non riprendono mica gli “inni” più famosi del periodo musical-mitologico in questione. No… preferiscono invece rispolverare, letteralmente, brani altrettanto belli ma sconosciuti, di band oggi altrettanto sconosciute. Anche band che all’epoca uscirono solo con uno o due album, se non addirittura limitandosi un paio di singoli, prima di scomparire nel nulla. Ed anche in questo terzo “NWOBHM From The Vaults” la solfa è quella. Inglesissima anche l’intro “Doctor What”, che fa il verso alla celeberrima partitura di basso della sigla del mitico telefilm “Doctor Who”. Poi però partono subito le danze indiavolate, e non ve n’è per nessuno! Le 13 canzoni presenti (14 su CD), una per ogni “leggenda NWOBHM sconosciuta”, sono ben rese sia per produzione che per esecuzione. Ed è presente anche un gusto variegato, dalle più veloci e ferali come “Fight For Your Freedom” degli Energy, a cavalcate metalliche (e fatemelo dire ogni tanto!) come “Demon Preacher” dei Deep Machine e “Mystery Girl” degli Storyteller, per passare alla cadenzata e cattiva “Wild Machine” degli Shiva e a una ballad come “Only Heaven Knows” dei Liaison, che tanto riecheggia la celebre “Free Man” degli Angelwitch, fino alle rockandrolleggianti “Cecil B. Devine” dei Blazer Blazer e “Tight Rope” dei 100% Proof. Tutto ben amalgamato, ben prodotto, eseguito con cuore e convinzione, come se… come se si trattasse di un album di una sola band! Sì, la sensazione è quella. Beh… Per uno come me, da sempre amante del periodo NWOBHM, per uno come me che nonostante ciò ammette di non conoscere TUTTE le bands del periodo, ripeto, musical-mitologico di cui stiamo parlando (e d’altronde sarebbe impossibile: la lista potrebbe non finire mai, questo non lo dico io, lo affermano gli enciclopedisti)… non può che brindare con una birra a questa operazione nostalgica ma nata con lo Spirito giusto. Il Sacro Spirito del Metallo, che univa idealmente tantissime band del periodo. E che torna da noi, risplendendo ancora una volta come nei “bei tempi passati”. Senza però farci mai sentire vecchi. Viva l’Heavy Metal!
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















