di Salvatore Mazzarella
Qui a Giornale Metal abbiamo preso l’abitudine di far decantare l’euforia che ci prende immediatamente a ridosso di un evento che, rispetto alle altre testate specializzate e non, ci tocca molto, troppo da vicino… Perché è l’evento per eccellenza, per noi rockers e metallari, della nostra terra e che pian piano lo è diventato per tutto il sud. Perché siamo cresciuti con lui negli anni. Perché, ad ogni edizione, è pensato, progettato, costruito, realizzato da persone che abbiamo imparato ad amare per l’autentica passione e la dedizione che vi profondono e che sono elementi essenziali per far si che la manifestazione vada in porto.
Questa volta però, come dice il titolo dell’articolo, non vogliamo redigere il solito asettico report, ma vogliamo porre la nostra attenzione e quella di chi leggerà queste parole su altri aspetti, come vedremo più avanti.
Certo potremmo dirvi che, come ogni anno, è tutto stato perfetto! La logistica e l’accoglienza del numerosissimo pubblico sono stati esemplari (trovate un’altra manifestazione “gratuita” dove non si versa un euro per il parcheggio, al contrario di tante altre ben più blasonate ed a pagamento). I prezzi di cibi e bevande mantenuti al minimo possibile (anche qui al contrario di tanti altri), oltre ad una consistente offerta di stand a tema. L’allestimento tecnico e scenico ai massimi livelli di professionalità, come confermato dalle stesse band che hanno partecipato alla serata, ancora una volta messe in grado di esprimere al massimo il loro potenziale. E nuovamente ci ritroviamo a fare un sonoro plauso e pronunciare i nostri complimenti a Paolo Ventruti e tutto lo staff della Rock Metal Events.
Come ogni anno la scelta di chi doveva calcare il palco è stata lunga, oculata ed il più possibile variegata. Da Torino, Sofia Cazzato e La Trappola Di Dalian hanno conquistato pubblico con il loro alternative rock a base di punk ed elettronica. I pisani Rimmar hanno colpito col loro metal sperimentale ed un ospite di eccellenza alle vocals per la serata in terra jonica: Andrea Ranfa, singer di Vanexa, The Trip (quelli dello storico batterista Pino Sinnone) e numerosi altri progetti. Potente, tecnico, di altissimo livello il power prog metal dei Walls Of Babylon (da Ancona) e pubblico scatenato! Hanno giocato quasi in casa i baresi Daegonian col loro symphonic death black metal, meritando la posizione nel bill data una tangibile professionalità estrinsecata in un appena concluso tour europeo ed una performance sensibilmente suggestiva.
I Dark Lunacy, headliner della serata, sono stati autori di una performance esemplare, vigorosa, d’impatto e priva di qualsiasi sbavatura. Quest’anno ricorre il ventennale del loro splendido album The Diarist, incentrato sull’assedio di Leningrado avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, il cui concept invito, per chi non lo conoscesse, ad approfondire. Una celebrazione che ben si abbinava al tema portante della manifestazione di quest’anno, cioè la pace tra i popoli. Mike Lunacy è un frontman incredibilmente carismatico, con una presenza scenica di livello superiore e fin da subito ha conquistato la folla che ha ascoltato attentamente i racconti connessi al concept e le sue riflessioni in relazione alla guerra, alla memoria di essa ed al tema della serata più in generale. La band, dopo aver alzato un muro elettrico di una solidità pazzesca, ha dato prova di un perfetto affiatamento tra i componenti, che hanno alternato scariche sonore e momenti di estrema raffinatezza. Guest alla batteria il talentuoso Francesco “Frullo” La Rosa, già negli Extrema.
Tutto bene, tutto bello, tutto perfetto… Ed un normale report potrebbe finire qui. Infatti, quello che vi abbiamo raccontato è il resoconto fedele di quello che è successo e sicuramente lo leggerete anche da altre parti.
Ma a noi preme “raccontare di” e, soprattutto, “porre l’accento su” un aspetto che riteniamo fondamentale e sul quale le Pubbliche Istituzioni non possono sorvolare, al contrario lo devono seriamente prendere in considerazione, che è quello del pubblico del Rock Metal Fest. In modo quasi subliminale, con discrezione e senza piagnistei di alcuna sorta (…e questo fa onore a tutta la macchina organizzativa della manifestazione) abbiamo riscontrato quanto ogni anno di più sia farraginoso organizzare una bellissima serata come questa, che ricordiamo è assolutamente gratuita, in tutto e per tutto. Contributi economici sempre più esigui e difficoltà burocratiche per ottenere la concessione dell’attuale location che negli anni ne ha ospitato le varie edizioni. Pare che le motivazioni siano che “il metal non interessa a tutti !!!”. Allora, premesso che a noi invece non interessano “Sagre della Polpetta” e gare di “Pizzica Salentina”, invitiamo chiunque a presenziare la prossima edizione del Rock Metal Fest e a riscontrare quanto questo evento sia penetrato nel tessuto sociale non solo del Comune di Pulsano e non solo della Provincia di Taranto… Ci sono persone che provengono da tutta la Regione Puglia e da tutto il Sud. Il sottoscritto personalmente ha molti amici provenienti da “fuori” che ne chiedono notizie per darci appuntamento quella sera. Ci son tanti turisti che ne approfittano per passare una serata diversa e quest’anno è stata notata la presenza di componenti delle stesse band che hanno soggiornato nei nostri luoghi per le scorse edizioni e quest’anno son tornati in vacanza e da spettatori. E poi… Osservare tante coppie di vecchietti, seduti sulle panchine messe a disposizione, sorridenti nel vedere tanta folla giovane e variopinta, rockers attempati con i propri figli adolescenti, addirittura anche bambini, festanti tra suoni, strette di mano e pacche sulle spalle… Tanta folla, tanta civiltà, pulizia, correttezza, purezza nella passione… Credeteci, non ha prezzo.
Invitiamo chiunque a confutare, fatti alla mano però, una sola delle suddette affermazioni. Noi di Giornale Metal siamo raggiungibili sui social ed aperti al confronto.
Forza ragazzi! Aspettiamo con ansia il Rock Metal Fest 2027!!!
















