Un disco scintillante! Bello come il sole che sorge (“Rise”, appunto). Questo è il terzo album del supergruppo Revolution Saints, formato dal rinomato batterista (qui anche cantante) Deen Castronovo e del bassista Jack Blades (di fama Nightranger, tra le altre cose). Della partita sono anche il mitico guitar hero Doug Aldrich (protagonista, in quest’album, di alcune prove soliste davvero superlative) e l’ormai mitico tastierista “Frontiers-bound” Alessandro Del Vecchio. Beh, ascoltate l’attacco con “When The Heartache Has Gone”, e ditemi se non inizia immediatamente a battervi forte il cuore per le sonorità AOR/Class Metal. E il resto dell’album non è assolutamente da meno, come da consuetudine per un disco Frontiers. Nel senso che questo è un altro signor album, perfettamente distillato con il meglio del meglio della miglior tradizione Class Metal che possa esistere oggi. A volte sotto forma di potenti rock-songs pilotate dalla strabordante chitarra elettrica di Aldrich come la title-track, a volte di belle ballad scaldacuore come “Closer” e la pianistica “Eyes Of A Child” oppure di songs che bilanciano la melodia “classy” con l’energia del ritmo rockeggiante come “Talk To Me” e “Higher”, “Rise” si presenta come un bel compendio di AOR vicino ai massimi livelli qualitativi. Con un songwriting, ripeto, da manuale. Oltretutto piace assai constatare l’alta preparazione tecnica ed espressiva di Castronovo, in aggiunta alle sue indubbie abilità di batterista. Insomma, un Melodic Metal album pressoché perfetto sotto tutti i punti di vista. La cui pubblicazione conferma ancora una volta un concetto importante: la Frontiers ormai da anni non sbaglia un colpo. Attestandosi a label leader del settore del Rock/Metal Melodico almeno su scala europea. Tante sono le prelibatezze discografiche di cui ha curato la produzione. Acquisto consigliato, e subitanea candidatura di “Rise” nel roster per il miglior album AOR/Class Metal del 2020.
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















