Il 17 maggio 2024 è uscito l’atteso album I Am di PAIN, pubblicato via Nuclear Blast Records. Il progetto di Peter Tägtgren propone un mix di anthem potenti come “Don’t Wake The Dead” e il singolo di successo “Party In My Head”, alternati a tracce più atmosferiche come la title track “I Am” e “Fair Game”, che uniscono momenti di energia contagiosa a riflessioni introspettive. Si tratta dell’opera più personale e audace di Tägtgren fino a oggi.
Peter Tägtgren commenta: «Sono curioso di vedere cosa ha creato questa volta Andrey…»
Guarda il video di “I Am” qui: https://youtu.be/l4XA8WzPpuE
Ascolta o ordina l’album qui: https://pain.bfan.link/i-am
Tracklist di I Am:
- I Just Dropped By (to say goodbye)
- Don’t Wake The Dead
- Go With The Flow
- Not For Sale
- Party In My Head
- I Am
- Push The Pusher
- The New Norm
- Revolution
- My Angel
- Fair Game
Nel 2021, mentre il mondo era stretto nella morsa della pandemia, Peter Tägtgren ha colpito ancora con un inno da party sorprendentemente coinvolgente, “Party in My Head”, la traccia simbolo del progetto synth-metal PAIN.
Peter riflette sul successo del brano: «Non so spiegare bene cosa abbia fatto impazzire la gente per ‘Party in My Head’… ma so che è stato ascoltato milioni di volte. PAIN ha sempre avuto nel proprio DNA la capacità di scrivere pezzi metallici ma ballabili. Se il mondo ha bisogno di un “party anthem” da uno come me, allora qualcosa non va», scherza.
Dopo otto anni dall’ultimo album PAIN torna con I Am, frutto di un periodo denso di impegni artistici per Peter: dal progetto con Till Lindemann al ritorno con Hypocrisy, passando per collaborazioni con Joe Lynn Turner.
«Era il momento giusto per dare una scossa a PAIN. E il successo di ‘Party in My Head’ ha dato il via a tutto con una carica esplosiva», racconta.
Un album versatile e senza confini
I Am è un viaggio sonoro che spazia tra riff industrial pesanti, atmosfere malinconiche e groove travolgenti, impreziosito da numerose sorprese. Peter spiega: «Non ci sono limiti con PAIN. A volte una canzone nasce da un’idea e si trasforma in qualcosa di inaspettato. Questa volta volevo più intensità, più velocità e un’atmosfera industriale. Forse un ritorno alle origini».
L’album è più “famigliare” che mai: il figlio Sebastian, batterista di PAIN, ha composto due brani, “Revolution” e “Don’t Wake the Dead”, che ampliano ulteriormente la varietà del disco.
Brano sorpresa e atmosfere oscure
La traccia che stupirà di più è secondo Peter “Go With the Flow”, «la mia canzone alla Depeche Mode anni ’80». Una luce in mezzo all’oscurità: «Rappresenta un momento più luminoso nel buio, un invito a lasciarsi andare».
Non mancano però toni cupi: la title track apre con «there’s no hope in the valley of death», sintesi di un umore inquieto che attraversa tutto l’album.
Futuro e tour
PAIN si prepara a un lungo periodo di attività live, con festival estivi e tour internazionali per supportare l’album. Peter conclude: «Chiedimi tra otto anni: ci saranno altri album, concerti e sorprese. Io sono ciò che sono: I Am».















