Nel 2017 usciva il buon album dei Kee Of Hearts che vedeva in formazione Kee Marcello (ex Europe), Tommy Heart (Fair Warning/Soul Doctor) e Ken Sandin (al basso, ex Alien). Oggi la band riappare con un diverso moniker (Out Of This World appunto) e con un nuovo batterista (Darby Todd, ex Devin Townsend, Gary Moore, The Darkness). Ma l’unica differenza non è certo solo questa. Sebbene l’album dei Kee Of Hearts sia stato un buon lavoro, quest’ultimo risulta essere nettamente superiore. In primis per la presenza di Ron Nevison (storico produttore di “Out Of This World” degli Europe, di qui la scelta del nome della band) che dona quel suono prettamente anni 80 alle canzoni, in secondo la presenza di Don Airey (Deep Purple) come guest alle tastiere ed infine per la grande ispirazione che pervade tutto questo lavoro. Kee e Tommy, da grandi fuoriclasse quali sono, decidono di rendere omaggio all’hard rock degli 80’s creando un mix esplosivo con sonorità che vanno a pescare nelle band più rappresentative nel periodo. Scelta azzeccata che farà sicuramente piacere ai fan del genere e ad una generazione (come la nostra) che è cresciuta con questi stilemi.
Si parte in quarta con “Twilight”, pezzo dalle tastiere straripanti dotato di un groove davvero mozzafiato, subito bissato da “Hanging On”, singolone dove il ben riuscito mix tra Europe e i Bon Jovi di “Slippery Wen Wet”, unito ad un refrain che sembra uscito dalla penna di Desmond Child, ci fa sobbalzare sulla sedia. Le capacità di Kee nello scrivere riff e assolo di squisita fattura unite alle grandi capacità interpretative di Tommy Heart si materializzano poi in due ballad di grande spessore. “In A Million Years” (outtake di “Prisoners In Paradise) ma soprattutto “Only You Can Teach Me How To Love Again” se fossero uscite negli anni d’oro del genere avrebbero sicuramente scalato le classifiche. Quando poi viene sviscerato l’amore per i Van Halen si materializzano due pezzi come “Lighting Up My Dark” e “The Warrior” che non avrebbero sfigurato in masterpiece del calibro di “1984” o “5150”. Il pezzo che non ti aspetti è senza dubbio “Staring At The Sun” con il suo mutevole sound (nella parte lenta echi di Police, in quella più rockeggiante ricorda i “Work Of Art”). Poi il capolavoro. “Up To You” è la canzone che gli Europe avrebbero dovuto scrivere, un inizio soft con Tommy Heart strepitoso e un ritornello di straordinaria bellezza ne fanno un gioiello di immenso valore. Non si può poi trascurare l’adrenalina di “Ain’t Gonna Let You Go” e le linee melodiche della finale “Not Tonight” che ci fanno perdere tra Loverboy e Reo Speedwagon.
Insomma “Out Of This World” con le sue 10 tracce (più 3 versioni demo) da qualsiasi parte lo si osservi risplende di luce propria. Non si può che ringraziare Kee, Tommy, Ken e Darby per aver concepito un lavoro che punta dritto al cuore facendo tornare indietro le lancette del tempo in un imprecisato periodo tra il 1984 e il 1989. Out Of This World sarà indubbiamente tra la top five del 2022. Rischiacciamo play e tuffiamoci ancora nei mitici anni 80.
Voto: 9/10
Fabrizio Tasso
















