Compiono i trent’anni di attività i bergamaschi Nirnaeth. E li festeggiano con un bell’album pesante ed energico dal cervellotico titolo: “Anthropocene”. E nonostante della formazione storica siano rimasti solo il batterista/cantante Marco Lippe ed il chitarrista Marco “Grey” Tombini (coadiuvati dalle new entry Simone Fumagalli all’altra chitarra e Ruggero Papagna al basso), la band permane in uno stato di grazia, proponendo una miscela Heavy/Thrash Metal di buonissima fattura e di discreto carisma. Oltre alla dimensione musicale, energica ed impreziosita di sprazzi “progressivi”, i nostri paiono anche capaci di proporre un apparato concettuale piuttosto interessante. Con delle liriche che abbracciano tematiche sì tipiche del Thrash ma con una certa credibilità (la metallicissima “Hammer”, ad esempio, è un tipico brano antimilitarista, “Searching For Walhalla” parla di un probabile futuro totalitarismo, mentre “Warriors Of The Rainbow” e The Slow Creeping Greed” parlano entrambe dello sterminio dei pellerossa, leit-motiv thrashettone da tempo immemorabile). Il risultato è un disco Heavy/Thrash veramente “de core”, prodotto e suonato bene quel tanto che serve… senza alcun tipo di artifizio di produzione da multinazionale. La voce tonante di Marco Lippe da addirittura il suo meglio nel brano dalle tematiche più dark e apocalittiche, l’unico del lotto cantato in italiano, “La Maledizione Dell’Umanità”. Non male, davvero. Credo sia il momento di far conoscere una delle migliori bands italiane di Metal “old-fashioned” anche al di fuori dei patrii confini. Buona fortuna, allora. E speriamo che veniate supportati a dovere.
Voto: 8/10
Alessio Secondini Morelli















