Conosco i Nibiru dagli esordi e debbo dire che seppur passa il tempo l’approccio non cambia. La band torinese ci presenta il loro sesto album, anche questo come i precedenti incentrati su di una ricerca particolare e tutt’altro che consueta in ambito alchemico ed occulto.
Anche in questo lavoro troviamo delle dinamiche fuori dagli schemi. Composizioni infettate da più di un genere, con dinamiche tutt’altro che gestibili con un ascolto superficiale. Abbiamo basi drone ed ambient miscelate con ritmi ipnotici, passando per derive doom, black e addirittura dello sludge che si mischia in modo indissolubile con assalti industrial. Il tutto con minutaggi assolutamente dilatati e fuori dagli schemi tipici delle proposte che normalmente troviamo sul mercato.
Il modo di approcciare alla loro concettualità sonora e lirica così particolare che è l’impronta inconfondibile del trio; è oggettivamente percepibile immediatamente che sono i Nibiru.
Panspermia è riconducibile alle dinamiche di un extreme metal che si esprime tramite composizioni non convenzionali da diversi minuti, come già accennato, tanto che per soli quattro brani loro occupano più di un’ora di arte concettuale sonora.
Non è semplice poter definire il loro metodo di composizione se non con saturazioni, feedback, echi, larsen, percussioni e vociare rituali ancestrali.
Come in passato dissi su di loro:” se non si è aperti di mente non si può apprezzare la scelta compositiva e la proposta esecutiva della band.“, gli assalti sonori sono all’insegna dell’istinto, della rabbia ancestrale e della trance sonora.
La malia che si percepisce nei quattro atti di questo particolare lavoro, porta l’ascoltatore in una dimensione di oscurità, di depressiva aggressività e di rutilante distonia ritualistica.
Questo è il momento in cui di norma vi segnalo i brani migliori, devo dire che questo essendo un lavoro così particolare ed inconsueto non è assolutamente intelleggibile al di fuori della dinamica di proposta della band. Vi consiglio di ascoltare tutto il lavoro nel suo complesso.
Concludendo anche questa volta la band si propone a noi con un occhio di riguardo per gli amanti del loro modus operandi; così ancestrale e primitivo e allo stesso tempo carico di studio e di esperienza occulta. Album per cuori forti e menti aperte.
Voto: 7/10
Alessandro Schümperlin















