Gli svedesi Neptune saranno “solo” al secondo album con questo “End Of Time”, ma sono dei veri e propri veterani, e la loro attività musicale continua con vari stop & go dal 1980 fino ad oggi. Il risultato? Un album superbo. Che forse potrà essere scambiato ad un ascolto frettoloso per il solito album Power Metal affogato nelle keyboards, ma non è così! Trattasi difatti di un album dallo Spirito molto, molto affine a quello del miglior Heavy Metal classico, seppur con strumentazione e produzione piuttosto vicine al Power. Ed è quanto di più epico mi sia mai capitato di ascoltare negli ultimi mesi. Provate a non farvi ammaliare da monumenti sonori quali “Brightest Steel” o “Power”, le tracce più “classicheggianti” del disco, oppure a dei monumenti di epicità tutti intessuti delle migliori melodie come l’iniziale, bella pesa “Metal Hearts”, la marziale ed ossessiva “Revenge” (paura paura!) oppure, meglio, “Nepturion” e “Motherland” piene zeppe di arrangiamenti corali super-sinfonici da brivido. Effettivamente, le keyboards e i cori epici fanno bella mostra di sé lungo tutto l’album, ma non si tratta assolutamente di orpelli accessori. No no no no no… la musica dei Neptune afferra ed affascina l’ascoltatore fin dal primo ascolto, anche grazie alle tematiche “vikingeggianti” del concept su cui l’album è costruito. Che ha degna conclusione nella teatrale e quali madrigalistica (da brividi l’uso del pianoforte) traccia finale “Northern Warriors”, la quale non è altro che la conferma che i Neptune non possono esser considerati né una band di gregari né tantomeno la solita Epic/Power Metal band. Un disco così merita di essere ascoltato e amato. Vikinghi, alle armi!
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















