“Metal Starz” è sostanzialmente un progetto solista per un musicista e insegnante di chitarra, Luca Ballabio, che opera al CPM di Milano dal 2005 ed è il chitarrista solista nel F.e.a.s.t. di Fabri Kiarelli e, insieme a Gianluca Perotti, noto cantante degli “Extrema” di Milano, suona nella trash metal band “Mortado” e nel nuovo progetto power metal “Screamin’ Demons”, insieme ad Alessio Spini, Andrea Bariselli, Alberto Prestini, Ross Lukather , questi ultimi ex-Death SS.
Avvalendosi di molti di loro e alimentando numerose collaborazioni, alla fine al disco partecipano Gianluca “GL” Perotti (Extrema), Fabri Kiarelli (The Rockets), Grace Darkling (Nocturna), Alessio Spini (Screamin’ Demons), Trevor (Sadist), Edo Sala e Steve Ferrovecchio (Folkstone), Tiziana Cotella (Hocculta), Ross Lukather (Death SS), Angelo Perini (The Trip) e altri ancora.
Mappato il nutrito novero di presenze di questo “Metal Starz” possiamo collocare questo disco in un ambito power-thrash dove la chitarra di Ballabio e la voce di Perotti, che sono poi i principali compositori, sono assolute protagoniste.
Pur non facendo gridare al miracolo, perché di novità assolute non ce ne sono, siamo comunque di fronte a un ottimo prodotto, che è certamente appetibile per chi ama certe sonorità shred della chitarra, come nel brano “In the end”, ma anche la potenza sonora di strutture musicale magari non complesse, ma di grande impatto, sulla scia degli Screamin’ Demons, che mi paiono la principale fonte di ispirazione e ne proseguono l’opera, culminando nell’ottima “Puppets”.
Qua e là appaiono altre illustri analogie come i Savatage, nella ottima “Waiting For” dove il pianoforte conduce idealmente il brano, oppure i Sadist, come in “Bleeding” dove, non a caso, dietro il microfono c’è il totem Trevor, per una inclinazione death tutta da apprezzare.
I brani sono molto corti e arrivano subito al sodo, come in “Brake the Chains”, dove si rileva un notevole omaggio alla classe e alla purezza metallica dei Judas Priest.
Grace Darkling alla voce conferisce grazia a “Now I’M Here” che si rifà decisamente all’hard rock , con un riff classico del genere, brano meno pesante insieme a “Look at the sky” che presenta una struttura vocale che cerca il più facile ascolto, in un ambito più melodico e riflessivo, così come, sia pure con qualche differenza, in “Change”.
Promozione piena per Ballabio, Perotti e soci che danno vita a un disco meritevole di ascolto, che riunisce tanti personaggi importanti del metal italiano, dove si percepisce la voglia di suonare e stare insieme.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















