Dopo esser diventato uno dei musicisti più influenti nella scena Metal internazionale come membro dei Nightwish, il bassista/cantante (e chitarrista acustico) Marko Hietala si ritaglia un po’ di tempo per realizzare un suo progetto solista. Il processo di songwriting viene condotto dal nostro assieme ai suoi stretti collaboratori Tuomas Wäinölä (chitarra) e Vili Ollila (tastiere), e la line-up viene completata infine dall’ottimo drummer Anssi Nykänen. Il risultato è ora sotto i nostri occhi, nella forma di “Pyre Of The Black Heart”. Un album dalla forte impronta Hard/Prog con forte propensione alle atmosfere dilatate e all’uso della melodia. Ma soprattutto, un album in cui la voce di Marko è libera di spaziare, costruendo parti vocali piuttosto originali, di una certa ricercatezza e di grande impatto emotivo. Nel suo complesso, l’album si lascia apprezzare in virtù del suo assortimento di stilemi ed atmosfere (le più Rockeggianti “Dead God’s Son” e “Stones” si alternano a songs più intimiste quali “The Voice Of My Father” e “I Dream”, così come all’epica e coinvolgente “Death March For Freedom”). Buon risalto ha in alcune songs la chitarra del bravo e versatile Wäinölä, gilmouriano su “For You” quanto virtuoso e “metallico” su “Star, Sand And Shadow” e sulla potente ed allo stesso tempo folkeggiante “Runner Of The Railways”, che è una delle tracce migliori dell’album, anche grazie alla presenza di un organo Hammond da brividi. Il degno finale viene poi affidato all’acustica “Truth Shall Set You Free”, caratterizzata anche da arrangiamenti orchestrali che richiamano forse certe atmosfere del gruppo-madre. 10 brani 10 per un album davvero ben riuscito, che pare rispecchiare alla perfezione l’eclettismo, l’espressività vocale e la particolare sensibilità artistica di Marko, con il supporto di una line-up che lo accompagna ed asseconda in maniera versatile, nonché di una produzione alquanto attuale, comprendente anche della marginale elettronica di contorno, che riesce ad arricchire le particolari atmosfere musicali costruite attorno alle ricercate vocals di Marko. Tirate le somme, “Pyre Of The Black Heart” è senz’altro un disco per chi ama i Nightwish, ma anche un disco che ci ricorda in qual maniera un songwriting particolarmente ispirato (anche nell’ambito d’un semplice side-project) possa fare la differenza rispetto a certi altri progetti simil-musicali che ci sono in giro, messi assieme letteralmente con lo sputo. In realtà, un disco per tutti coloro che attendono di ascoltare qualcosa di compositivamente ed emotivamente superiore in ambito Rock-Metal. Cosa sempre più difficile al giorno d’oggi.
Voto: 8,5/10
Alessio Secondini Morelli















