Anche i Lynch Mob arrivano a fine corsa e sanciscono questo momento con un grande live, accuratamente registrato e prodotto dalla Frontiers. La partenza è subito fulminante, con “Lightning Strikes Again” dei Dokken , concentrato di potenza e melodia, con il cantante Gabriel Colon che sembra non essere assolutamente a suo agio sulle tonalità più acute, mentre, come dimostra “River of Love” si dimostra un grande interprete sulla restante gamma di suoni. Al centro, però, c’è lui, George Lynch.
Con il suo modo molto personale di suonare la sei corde, Lynch è certamente fra i chitarristi più influenti della scena metal. Non uno shredder, ma un fine dicitore della solistica, dove si ascoltano molte influenze, fra le quali certamente il fraseggio blues.
Lynch Mob, la sua creatura, si distingue essenzialmente in questo, appunto nell’assecondare le influenze hard e blues che ne sporcano il suono, rispetto a una concezione più class metal dei Dokken, come in “No Good”.
Due situazioni diverse, ma entrambe di grande livello e che hanno accompagnato gli ultimi venti anni. Di Dokken Lynch propone nella setlist “It’s not love” e “Paris is burning” e secondo lui si tratta dell’ideale collegamento fra i due progetti.
“The Final Ride” è l’episodio finale di una carriera straordinaria e con questo live si cattura effettivamente l’energia di Lynch Mob sul palco, con il chitarrista e leader coadiuvato dal sopracitato Colon, dal bassista Jaron Gulino e dal batterista Jimmy D’Anda, per una sezione ritmica poco appariscente ma completamente al servizio della macchina musicale ideata e sviluppata da Lynch.
Per chi non conosce e non ha mai visto George Lynch dal vivo si tratta della migliore testimonianza possibile di un percorso musicale appassionante e completo, di grande classe e personalità, perché il suono della sua chitarra è inconfondibile e molto particolare.
I brani sono tutti di grande livello, come “Hell Child” e si respira l’atmosfera live, anche a costo di sentire qualche lieve imperfezione, che ne arricchiscono la proposta.
“Wicked Sensation” chiude il disco e la carriera dei Lynch Mob, ma credo che chi ascolterà questo live andrà a ricercare altri passaggi della carriera di Lynch, nelle sue splendide avventure musicali.
Una conclusione degna di una grande carriera, per una band, anzi, per due band davvero speciali. Il voto è sia per il disco che per la carriera.
Voto : 8
Massimiliano Paluzzi
















