Quattro anni di silenzio dall’ultimo e grandioso Old Time Balabiott, separano questo nuovo e scintillante album dei lombardi Longobardeath. Già il titolo, All You Can Shit …Pirla!, ci fa capire che abbiamo davanti un disco che ci farà godere fino in fondo. Questa band per noi è l’ultimo baluardo di un genere che spesso si prende troppo sul serio. Se qualcuno ha dei problemi (e chi non ne ha….), gli basta mettere su questo lavoro e i u batter d’occhio tutto passa, sì, perché la band ha la grande capacità di rendere ogni loro brano, pur complesso, una goliardata pazzesca, riuscendo nell’intento di far convivere brani propri e rifacimenti di qualsiasi genere , in modo brillante e soprattutto personale. Quest’ultimo fattore da sempre fa l’invidia di molte realtà così dette blasonate. Divertenti, irriverenti anche nel cantato in dialetto milanese che tra l’altro noi adoriamo non poco. Come sempre non si sono assolutamente risparmiati in quanto a materiale inserito all’interno di questa nuova release. Praticamente il frutto degli ultimi tre anni, live compresi, è finito qui dentro, dove trovano spazio brani registrati in studio, live e acustici, nonché un intera esibizione dal vivo in quel di Rovellasca, registrato il 09-11-2019. Questo live da uno spaccato di quello che riesce a combinare sul palco la band lombarda per eccellenza. In giro c’è anche un video clip del brano squisitamente metal di All You Can Shit …Pirla, brano a dir poco eccellente, che mostra il lato “duro” della band. Come si fa a non mettere a tutto volume brani come la title track appena citata, la versione laiv (in milanese… ) di Last Carret (Ape Cross) oppure le varie e divertentissime Fanfulla Too Much, Padulo Surfin’, dove diviene anche inutile andare a citare su quale vecchio successo i Longobardeath si sono tuffati, perché quando prendono in mano gli strumenti per suonare, qualsiasi cosa diventa praticamente del tutto personale. La malinconia sparirà nel modo più assoluto durante tutta la durata del disco, facendo raggiungere dei livelli di serenità senza pari. Divertire, pur rimanendo degli eccezionali professionisti, questo sembra essere il motto dei Longobardeath. Anche i brani acustici, Matribules, Crapa Clash, Pepp Va Pian! e Porta Romana Blues, risultano essere magnificamente irriverenti, spudorati e dannatamente trascinanti come tutti i brani contenuti in questo esaltante All You Can Shit …Pirla! Se dovremmo provare a etichettare questa band, ci sarebbe una sola parola per descriverli: Unici. Ora tutti chiusi in casa con qualche bottiglia di vino, whisky, birra o qualsiasi altra cosa che contenga dell’alcool e con All You Can Shit …Pirla! Al massimo del volume.
Voto: 10/10
Sandro Lo Castro
















