I Lionville crescono di disco in disco, supportati dalla Frontiers che crede giustamente in loro. La band italiana ha un innesto di livello internazionale, il cantante Alexander Strandell, proveniente dagli Art Nation, che ha una voce che si adatta benissimo alla musica dei Lionville, anche se talvolta eccede in acuti, ma siamo a cercare il pelo nell’uovo.
L’iniziale “Heading for an hurricane” è un hard rock melodico con un refrain di grande classe, con andamento da mid tempo. Classicamente aor la title track “Superatural”, che inizia lentamente, aspetto che esalta la voce di Strandell, ma anche la classe della formazione italiana, veramente una eccellenza nazionale e mondiale. Il brano offre spunti musicali di gran livello e per nulla scontati, come il bridge del basso che introduce un assolo breve ma strepitoso.
Il leader della band rimane naturalmente Stefano Lionetti, che suona chitarra e tastiere, oltre ai cori, affiancato appunto da Alexander Strandell alla voce, Michele Cusato alla chitarra, Fabrizio Caria piano e tastiere e Giulio Dagnino al basso e Martino Malacrida alla batteria.
“Gone” ci propone un fraseggio della chitarra che è un delicato omaggio a Neal Schon e alla grandezza dei Journey, per un altro brano raffinatissimo sotto il profilo musicale. I Lionville sono straordinari nella loro resa sonora, certamente dei giganti dell’aor mondiale, degni prosecutori di una lunga scia di grandi band. “Breakway” scorre su un sound tastieristico di gran classe, sorretto da un basso pulsante che conferisce ritmo alla struttura musicale, mentre le linee vocali sono catchy e mai banali, come nel resto del disco, così come gli inserti solistici della chitarra.
Insomma, un gran disco e non nascondo un certo compiacimento tricolore. Per chi, come me, non più giovanissimo, per anni abbiamo sentito parlare di metal italiano come inferiore, ma io ho sempre ritenuto il contrario.
La melodia è intensa e ci sono ballad come “The Right Time” che hanno comunque una loro dimensione di qualità, mentre “Nothing is over” è un altro bel pezzo molto dinamico e ritmato, con notevole groove. I toni si alternano e “Unbreakable” è ancora una ballata moderna che esalta la voce di Strandell, “The Storm” è un brano dalla linea vocale definita e una chitarristica spettacolare, che segue il cantato per poi scatenarsi in un assolo tanto breve quanto suggestivo. “Another Life” altra song aor di spessore, con un ritornello piuttosto semplice, ma decisamente articolata la parte musicale, con la chitarra che ricama un altro assolo molto breve ma significativo.
Ancora più ariosa “The One”, con forti venature pop, caratteristica che emerge spesso nel dipanarsi dei brani, sicuramente adatti a un ascolto non troppo impegnato, pur reggendo anche quello, vista l’alta qualità esecutiva degli stessi. Il disco termina con “Celebrate your life” e la qualità non cala, confermando il giudizio estremamente positivo di questo “Supernatural”.
Voto: 8/10
Massimiliano Paluzzi















