Cosa ci dovevamo aspettare dall’undicesimo album dei Korpiklaani? Niente che non sia balli scatenati da osteria, voci roche che decantano melodie spensierare ed alcoliche, chitarrone metal associate a fini quanto scatenati arrangiamenti di accordion e fiddle assortiti. L’equilibrio musicale dei finlandesi è arrivato a tal punto da esplorare, con tutto l’assortimento delle 13 canzoni contenute in “Jylhä”, il lato più “solare” ed allegro della tradizione del Folk-Metal europeo. Ed assieme a brani rigorosamente pesanti ed epici come l’iniziale “Verikoira”, “Mylly” e “Tuuleton” troviamo addirittura un accenno di atmosfera “mediterranea” in “Pohja” e nella scatenata “Huolettomat”. Fino a sconfinare addirittura nel ritmo Ska in “Leväluhta”. L’album ha il pregio di apparire compatto negli arrangiamenti quanto meravigliosamente variegato nelle atmosfere, e l’idioma finnico con cui i brani sono cantati ha anche una motivazione, possedendo una sua musicalità che nobilita la proposta musicale dei nostri. Possiamo quindi mettere la mano sul fuoco sulla maturità artistica dei Korpiklaani, che nonostante l’apparente prolissità di un album di 13 brani 13 per un’ora abbondante di durata, non annoiano e non stancano, chiedendo immediatamente un riascolto, magari accompagnato da una bella danza collettiva da osteria innaffiata da buona birra artigianale. Voto assolutamente positivo, quindi, per quella che si conferma una delle migliori ed una delle più longeve realtà del Folk-Metal europeo. Successo meritato!
Voto: 9/10
Alessio Secondini Morelli















