Vent’anni di strada, un anno di prove e gli italianissimi Johnny Freak tornano con “In Vita”, undici tracce dai tre ai quattro minuti e mezzo, pubblicate lo scorso il 26 marzo per La Foresta Urbana. Nessun tono trionfalistico di chi festeggia un anniversario con un nuovo album, nonostante la lunga esperienza, ma voce e testi di chi ha dentro emozioni da esprimere.
La band laziale, nata nel 2005 e radicata in un immaginario fatto di rock e narrativa, consegna al pubblico il suo lavoro più maturo, in cui ogni brano ha il peso specifico di chi ha messo da parte la sensazione di voler dimostrare e ha cominciato a raccontare.
“Suona”, primo singolo estratto, è un manifesto. La musica come spazio di libertà e resistenza, rivendicata senza fronzoli con un ordine perentorio: “Zitto! Suona!” perché “questa è la volta buona”. È la celebrazione della libertà trovata nella musica, quella che non ammette scorciatoie. Non è dunque un caso che il videoclip sia stato girato nei laboratori del Carnevale di Pontecorvo tra ferro grezzo e cartapesta ancora umida, con un chiaro rimando alla materia ancora grezza e alla forma ancora da decidere. Ma non è certo l’unico brano degno d’attenzione di questo album di rock italiano. Buono il ritmo infatti di “Pupazzo” una canzone molto metaforica, interessante da un punto di vista armonico come “Salta giù” un bell’esprimento che meriterebbe il giusto spazio come singolo. Non manca la ballad necessaria in ogni disco che si voglia definire completo con “Ora cadrai” e i rimandi evocativi di grandi band come i Pink Floyd come nel brano acustico “Salvami”.
Poi c’è “La Donna Cannone” di Francesco De Gregori. «Sfida enorme – come ammette lo stesso frontman Luca Spisani – rileggere De Gregori è come toccare qualcosa di intoccabile, Per una rock band può sembrare una scelta azzardata, ma crediamo che certe canzoni abbiano una forza tale da dover abitare forme sempre nuove. Dopo anni di test dal vivo e il riconoscimento della critica in un festival da parte di Rockambula, abbiamo deciso di dare la nostra veste a questo capolavoro. Per noi è semplicemente un atto d’amore, e l’amore non bada a conseguenze». I Johnny Freak lo fanno con coraggio ma anche rispetto.
“In Vita” è un album organico con brani dal linguaggio poetico curato ma che forse avrebbe bisogno di qualche variazione armonica in più per renderlo di più ampio respiro per tutti.
Voto: 7/10
Arianna Fisicaro
















