di Massimiliano Paluzzi
Uno degli appuntamenti più rilevanti dell’estate metal 2026 si è svolto a Ferrara, confermando le aspettative della vigilia dopo la lunga scia di eventi del 2025 al Summer Festival di Lucca. Un cartellone ricco e trasversale che, dopo la grande affluenza registrata il giorno precedente con gli A Perfect Circle (circa 8.000 spettatori), ha trovato il suo culmine nella giornata del 14 giugno, tra le più attese dell’intera rassegna.
Piazza Ariostea, con la sua caratteristica forma ellittica e i gradoni laterali ombreggiati dagli alberi, ha accolto circa 16.000 persone. Una cornice suggestiva ma non priva di criticità logistiche: la visuale lontano dal pit si è rivelata non ottimale e i ledwall hanno faticato a garantire una resa efficace alla luce del giorno. Inevitabili anche le lunghe attese per food, beverage e servizi, a fronte di un’affluenza imponente.
Sul piano musicale, la giornata si è aperta con i Game Over, padroni di casa e protagonisti di un set thrash metal solido e convincente. La band ha sottolineato più volte l’emozione di esibirsi in un contesto così importante, ricevendo un ottimo riscontro da parte del pubblico.
A seguire, i Gaerea hanno proposto il loro black metal atmosferico e viscerale, penalizzati però da un impianto audio non sempre impeccabile e dalla collocazione oraria sotto il sole. Nonostante ciò, la band ha confermato la propria identità artistica maturata in oltre un decennio di attività.
Tra i momenti più intensi della giornata, l’esibizione dei Cavalera Conspiracy ha infiammato Piazza Ariostea con una scaletta fortemente incentrata su “Chaos A.D.” e sui grandi classici dei Sepultura. Energia, impatto e potenza sonora hanno reso il loro show uno dei più apprezzati del festival.
I Black Label Society hanno portato sul palco il consueto metal guidato dalla chitarra inconfondibile di Zakk Wylde. Una prova di grande solidità tecnica, anche se meno variegata sul piano compositivo, in linea con la cifra stilistica del progetto.
Il momento di massima connessione con il pubblico è arrivato con gli Anthrax. Joey Belladonna e Scott Ian si sono confermati autentici animali da palco, trascinando la folla in un moshpit continuo e coinvolgente. La band ha ripercorso i propri grandi classici, con l’unica assenza di “I’m the Law”, offrendo una performance tra le più convincenti della giornata.
A chiudere il festival sono stati i Megadeth di Dave Mustaine. Nonostante una prova vocale meno incisiva rispetto al passato, la band ha mantenuto un livello esecutivo altissimo, regalando un finale potente e tecnicamente impeccabile a una giornata di musica intensa e ricca di emozioni.
Un evento che, tra luci e qualche inevitabile ombra organizzativa, conferma Ferrara come uno dei poli principali del metal live in Italia.
















