Un diluvio di note, non prettamente presentate in modo innovativo, ma tremendamente suonate alla perfezione, alla velocità della luce, secondo un marchio di fabbrica che caratterizza la proposta musicale di Joe Stump dal 1993, anno del suo esordio solistico, è quello che si trova in “Diabolical Ferocity”, nuovo disco per l’axeman americano.
Dall’esordio di “Guitar Domination” a oggi, sono stati ben 13 album dati alle stampe, senza particolari successi, ma con una continuità assoluta che lo hanno reso un punto di riferimento per il chitarrismo solista . Se la qualità esecutiva di Stump è fuori discussione, come dimostrano i brani di questo “Diabolical Ferocity”, è altrettanto vero che di nuovo c’è veramente poco, a livello compostivo.
I brani sono grandi esercizi di tecnica e velocità e chi non ama questo prove muscolari avrà qualche problema a digerire il prodotto di un chitarrista che oggi milita con Alcatrazz, nome storico del metal che è uscito in questi giorni con un nuovo lavoro.
La sua fama di shredder è comunque consolidata e il 61enne chitarrista è stato indicato fra i 10 più veloci e precisi dalla rivista Guitar One Magazine e fra i 20 migliori in assoluto dalla analoga Guitarist.
Diabolical Ferocity non esalta e fra i brani, tolto “Forever Moore” che, come chiarisce già il titolo, si tratta di un omaggio al grande Gary Moore e si muove su sonorità blueseggianti, il resto è un repertorio neoclassico che deve molto a Yngwie Malmsteen e che non discosta molto dagli stilemi classici del comparto. Altro brano particolare “Nacht J.S. Bach”, 1’30” di musica classica del grande compositore. Fra le restanti tracks una citazione di merito per l’orientaleggiante “The Snake Charmer’s Fate” , molto coinvolgente. Il resto si ascolta con piacere, ma non rimane scolpito nella memoria.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















