Insieme allo scomparso Tony Clarkin dei favolosi Magnum, Jim Peterik è uno dei compositori più prolifici nell’ambito del metal, versante melodico. Se Clarkin è stato un assoluto maestro nell’ambito pomp-metal e tante altre sfumature di un gruppo straordinario, con decine di hit, Jim Peterik non scherza.
Più rivolto all’aor, ma tutt’altro che ripetitivo, dalla sua penna escono a getto continuo brani assolutamente banali e, anche se il suo marchio di fabbrica è ben evidente.
La sua ultima produzione, con il monicker di Jim Peterik & World Stage, sorprende ancora per la freschezza della sua musica, certamente di facile ascolto, con brani al limite del pop, come la spettacolare “Hit fo Freedom” dove Peterik affida il brano a una voce ancora adolescenziale, almeno nei toni, ma di grande efficacia, come quella di Sophia Sheth, una scoperta di Peterik che ha appunto intitolato in questo modo questo nuovo disco di inediti, che segue di qualche mese la prima parte di questa operazione, molto ambiziosa, ma pienamente riuscita, grazie anche alla proverbiale attenzione e lungimiranza della etichetta numero 1 al mondo per queste sonorità, Frontiers, orgoglio tricolore.
Il primo volume, appunto ‘Roots & Shoots Vol.1’, includeva ospiti di grande classe, come Kelly Keagy (Night Ranger), Don Barnes (38 Special) e Mark Farner(Grand Funk), insieme a emergenti. .
‘Vol. 2’ presenta diversi storici collaboratori di Peterik come “Roots” Mike Reno, Jason Scheff, Toby Hitchcock, The Ides of March, Cathy Richardson (Jefferson Starship), and Neil Donnell (of Chicago). Fra gli “Shoots,” la citata Sophia Sheth and Kevin Farris
Il livello medio del disco è alto. Ci sono brani da brividi come “Until” con Neil Donnell degli straordinari Chicago, che pone il suo inconfondibile marchio di fabbrica dei fiati in un brano straordinariamente ispirato dai prime movers dell’aor mondiale. Che dire di “Love Lives” con Cathy Richardson, raffinata ballata? Insomma una serie di brani molto buoni, anche se non sarà certo questo il disco che verrà citato per ricordare il top class Jim Peterik.
Voto: 7/10
Massimiliano Paluzzi















