Premesso che la musica è ovviamente questione di gusti e che il genere proposto dai It’sAlie non è il mio preferito, il fatto che nei miei ascolti preliminari, quando cioè sento più volte nella sua completezza il long playng , per poi scendere alla fase brano per brano per procedere alla recensione, l’unico pezzo che mi è rimasto in mente è la cover di Heartbreaker di Pat Benatar , che non conoscevo prima, qualcosa vorrà pur dire.
Tutto questo preambolo mira a dire che questo gruppo italiano è certamente composto da ottimi musicisti e la cantante è di classe, ma la musica proposta non è all’altezza, a livello di composizione intendo, con le potenzialità degli It’SAlie.
Il gruppo è una specie di side-project, visto che i componenti hanno altri gruppi dove svolgono la loro principale attività. E’ il caso della cantante Giorgia Colleluori che fa parte dei Sinner, de Rock Meets Classics ed è stata negli Eternal Idol. Proprio Matt Sinner, nome non certo trascurabile nel panorama metal, almeno europeo, partecipa alla fase compositiva di questo “Emosphere” che su muove su territori hard rock, al confine con l’indie in certi passaggi, visto che di pezzi sostenuti non ce ne sono molti.
Come detto, brilla “Heartbreaker” ma, non conoscendone la versione originale, non saprei dire se la rielaborazione degli It’sTalie sia stata aderente ad essa oppure stravolta. In ogni caso un ottimo brano. Nella line-up, insieme a Giorgia, ci sono il batterista Camillo Colleluori (ex-Eternal Idol) , il chitarrista degli Elvenking Raffaello Indri e il bassista di Room Experience e Alex De Rosso, Simon Dredo.
L’inizio è interessante, con un hard rock’n’roll, “Breath of fire”, incalzante e ficcante, seguito da “Unbroken” che non si discosta molto da questo binario. Anche “Beyond revenge”, che pure inizia con molta melodia, prosegue sulle stesse frequenze musicali. Ecco allora che veniamo al punto : c’è molta uniformità nei vari brani, che risultano poco distinguibili anche dopo diversi ascolti. In questo ambito più elaborato è “Moonchild”, mentre “Undeniable” offre qualche spunto più sostenuto.
“It’sAlie” dovrebbe essere il manifesto della band e si basa su atmosfere più rarefatte e che giunge al secondo album, dopo l’esordio del 2021 con “Lilith”.
In questo ambito svetta “Siren”, uno dei pezzi più suadenti e avvolgenti del lotto, grazie anche a una serie di parti acustiche più originali, dove la voce sofferta di Giorgia Colleluori esprime una interpretazione importante che coinvolge emotivamente l’ascoltatore, prima di chiudere il disco con il riff hard piuttosto scontato ma efficace di “Promise”.
Si resta quindi un po’ sospesi nel giudizio di questa band che potrebbe fare molto di più in quanto a personalità e originalità, per cui aspettiamo il prossimo disco con grande fiducia.
Voto: 6,5/10
Massimiliano Paluzzi















