Intanto è bene spiegare il voto : il 6 deriva dalla media fra la straordinaria esecuzione delle songs, grazie anche alla voce di Nathan James, la cui fama di nuovo David Coverdale non è certo usurpata per l’estensione vocale e l’uso di toni caldi come da anni propone il maestro dei Whitesnake e i brani scelti per questa raccolta di cover, la prima degli Inglorius.
Una operazione sicuramente coraggiosa, già dal titolo “Heroine” che potrebbe essere frainteso, e apprezzabilissima, con i proventi che saranno destinati alla associazione Women’s Aid, molto conosciuta nel Regno Unito per il sostegno alle vittime di abusi domestici, prevalentemente donne, ma anche bambini.
I brani, tutti portati al successo o comunque eseguiti da interpreti di sesso femminile, sono prevalentemente pop e solo alcuni rock, con il metal assolutamente sullo sfondo. Per mia devianza da ormai una quarantina d’anni, tendo a prediligere il metallo e quindi una playlist del genere mi pare non prettamente azzeccata, ma potrebbe essere un problema mio.
Certamente la provenienza talent di Nathan James, famoso in patria proprio per la sua partecipazione a questi programmi televisivi, oltre che nel panorama metal come cantante della Trans Siberian Orchestra e con Uli Jon Roth, propone brani che sarebbero perfetti per una esibizione di questo tipo. La perizia tecnica dei musicisti rendono ogni pezzo esempio di classe , senza contare il cantato poliedrico e suggestivo di Nathan, che è veramente qualcosa di speciale, ma se devo dire la verità avrebbe potuto attingere all’universo femminile del metal con risultati sicuramente migliori, a mio modesto avviso.
Restando alla musica, il brano più intenso, scelto anche come singolo e video , è “Midnight Sky” di Miley Cyrus, dove James dà il meglio della sua interpretazione vocale. Pianoforte e fiati in evidenza nella cover di Tina Turner “Nutbush City Limits”, mente Jeff Scott Soto arriva a collaborare nel rifacimento della hit degli Evanescence “Bring me to life”. L’omaggio alle Heart arriva con “Barracuda”, a Joan Jett con “I hate myself fo loving you”, agli Halestorm con “I am the fire”. In conclusione una grande prova, dopo il successo di We will ride, uscito qualche mese fa, per la creatura di Nathan James, che, dopo diversi cambi di line-up, assembla una band capace e affiatata. Aspettiamo con ansia il nuovo album di inediti, certamente non ci deluderà.
Voto: 6/10
Massimiliano Paluzzi
















