Gli Ill Tidings, combo austriaco, sono dediti ad un black metal vecchio stile ma svecchiato di metodologie trite e approssimate. Sono fautori di un disco d’esordio, “Signa tenebris” molto interessante e come se non bastasse non escono in auto produzione, come spesso accade per gli esordi, ma si avvalgono della Cult of Parthenope, che per quanto riguarda il metal estremo sta facendo incetta di buone band in giro per l’Europa.
La capacità della band di svecchiare il modo di registrare, comporre, arrangiare e post produrre il black metal non è cosa da poco; specie poi se ragioniamo sugli standard “pretesi” dallo zoccolo duro del black metal old school.
Notevole il fatto di riuscire ad avere tra le orecchie persino il basso; e ammettiamolo non è percepibile solo ed esclusivamente negli stacchi a lui dedicati, ma abbiamo la possibilità di apprezzarne le capacità collanti tra batteria e chitarre.
Secondariamente le scelte di campo lirico miscelando sia tedesco che inglese e per quello che riguarda la voce non abbiamo soltanto il classico scream, ma ci sono cori addirittura in pulito e parecchio evocativi. Vi sono rimandi poi di urla disperate e di parti che erano parecchio in auge alcuni anni fa nel depressive black, con queste urla in super acuto e scream.
La produzione è buona, nel complesso è curata e ben strutturata al punto da aumentare il risultato delle registrazioni. Forse avrei fatto alcune scelte differenti per quello che riguarda i piatti che risultano quasi sintetici per come sono stati trattati.
Personalmente mi sono trovato “a mio agio” con brani quali “Opus Magnum”, “Entfesslung” e “The god from elder flesh” sia per durata che per approccio complessivo. Ottime tracce e buonissima prova delle capacità della band asburgica.
Menzione aggiuntiva è “Ill Tidings” che si presenta in modo massivo e parte di un “progetto di distruzione sonora” non da poco.
Come sempre ascoltate l’album e trovate le vostre preferite.
Esordio interessante e di livello per gli Ill tigings. Sono dell’idea che se la band continuerà su questi canoni compositivi e su questi registri di post produzione sentiremo ancora parlare di loro ed in modo assolutamente positivo.
Voto: 7.5/10
Alessandro Schümperlin















