C’è più di un mistero che circonda la morte del cantante italiano Luigi Tenco e, naturalmente, facendo ricerche sulla questione, si è venuti a conoscenza di alcune informazioni.
Tenco era un uomo di istinto e decisione immediata.
Nel 1963 ad esempio ruppe ogni rapporto con il grande Gino Paoli per un assurdo flirt che Tenco ebbe con l’attrice Stefania Sandrelli che era l’amore della vita di Gino Paoli.
Non si sono più parlati fino al giorno in cui è morto Tenco.
Quando fallì gli esami di geometria invece di ripeterli, prese un’altra materia.
Questo era lo spirito dell’uomo che alla fine, dicono, si sarebbe suicidato. Nel 1965 semplicemente ‘abbandonò gli studi’ e decise di arruolarsi nell’Esercito Italiano come coscritto e il 7 gennaio partì per Firenze.
Nel dicembre dello stesso anno parte per l’Argentina e viene “ricevuto” dall’allora presidente Arturo Umberto Illia. Rimane la questione di come (e perché) a Tenco sia stato permesso di viaggiare in Argentina o altrove mentre era un coscritto nell’esercito italiano.
Ci sono prove che l’allora presidente italiano Giuseppe Saragat abbia concesso una “dispensa speciale” con l’approvazione del presidente del Consiglio Aldo Moro. Senza dubbio Tenco stava portando un messaggio di Aldo Moro ai militari argentini che poco dopo presero il controllo dell’Argentina e rovesciarono il presidente argentino Arturo Illia.
Il paese che fornì la tecnologia strategica, le armi e il denaro per il colpo di Stato fu l’Italia.
Era la prima volta che l’Operazione Gladio veniva utilizzata per assistere l’esercito argentino nel rovesciamento di un presidente eletto democraticamente e Tenco era il messaggero. Il presidente Illia fu rimosso dall’incarico e sostituito da una giunta rivoluzionaria: Pascual Ángel Pistarini, Benigno Ignacio Marcelino Varela Barnadou e Adolfo Teodoro Álvarez Melendi e il 28 giugno 1966 il generale Juan Carlos Onganía divenne de facto presidente.
Il presidente italiano Saragat e il primo ministro Aldo Moro hanno utilizzato Tenco come loro inviato in Argentina per trasmettere alla giunta militare il messaggio che l’Italia, membro della NATO, non solo avrebbe “assistere” ma si sarebbe rifiutata di intervenire nella rimozione di Illia.
Luigi Tenco fu quindi informato e gli fu permesso di viaggiare per dieci giorni.
Fu questo atto di Aldo Moro che le Brigate Rosse italiane avrebbero successivamente scoperto nei loro interrogatori di Aldo Moro, e che alla fine portò al suo assassinio e non ad altre questioni di dogma politico.
Tenco non si suicidò ma si “suicidò” nel gennaio del 1967. Un giorno o giù di lì prima del festival di San Remo in uno dei suoi soliti scatti d’ira minacciò di smascherare Aldo Moro che anni dopo avrebbe perso la vita per mano delle Brigate Rosse!
Luigi Tenco si sarebbe sparato secondo la versione ufficiale perché non era stata scelta una canzone da lui iscritta al famoso concorso. In circostanze normali questo sarebbe credibile, e il pubblico lo accetterebbe da un personaggio capriccioso come Tenco, tranne per il fatto che dopo ulteriori analisi Tenco era destrorso, eppure la ferita da arma da fuoco era sulla tempia sinistra e incredibile nessuna analisi è mai stata ordinata sul ‘presunta nota di suicidio’ per verificare che l’avesse effettivamente scritta lui stesso.
In effetti, peggio ancora, poiché è stato trovato in una camera d’albergo, non è mai stata eseguita l’autopsia.
Nel 2006 il suo corpo è stato riesumato per una ‘nuova’ autopsia. Un corpo dopo 40 anni rivela molto ma poco. Il CEO di OPC Global News e Media Corp ha visto il rapporto dell'”autopsia” ed è corretto dire che la ferita è “probabilmente” coerente con il suicidio, ma solo “probabilmente”.
Non certamente o definitivamente come richiesto dalla legge.
Trovare e stabilire la verità non farà risorgere un artista e un talento così grandi, ma la verità raramente è pura e mai semplice!
©GDisefano/OPCGlobalnewsandmediacorp















