Ecco qui che si fa risentire una vecchia conoscenza della scena Metal estrema torinese. El Chivo, chitarrista/cantante attivo da decenni in vari progetti (Tipheret, Nerapologia, My People’s Suicide), stavolta in veste di songwriter/polistrumentista ci presenta l’album di esordio del suo nuovo progetto musicale dall’evocativo e sinistro nome Il Capro. Il nostro, ben conscio della grande tradizione Dark/Occult Metal della nostra penisola, firma così in prima persona un album composto di palesi tematiche ed atmosfere orrorifico/occulte a profusione, e caratterizzato da coordinate musicali ispiratissime ai grandi del passato. Vale a dire gente come: Mercyful Fate, Candlemass e Death SS in primis, non disdegnando influenze derivanti dal Metal Classico, dalla Darkwave più horrorifica e dai nomi storici del Black/Occult Metal della miglior scena Mediterranea (a livello di riffing e di ritmi cadenzati, difatti, chiarissima è l’ispirazione di gente come Rotting Christ e Mortuary Drape). A tutta la mistura “musical/occulta” copiosamente presente nell’album “Zothiriana” è associato un uso delle vocals di retrogusto Darkwave, nonchè un largo utilizzo di arrangiamenti di keyboards horrorifiche, similari a ciò che fu realizzato in passato da gente come i nostrani Evol (ve li ricordate?) e i quasi leggendari Grand Belial’s Key. Le liriche, seppur stringate, sono ricche di riferimenti occulti e rispecchianti spesso e volentieri uno stile di vita “crowleyano”. E direi che danno bene le misure concettuali dell’opera titoli come “In Goat We Trust”, “Lucifer’s Smile” e soprattutto “Taurinia”, accorata dedica alla propria città di origine, quella Magica Torino che dalla notte dei tempi è considerata parte nello storico “triangolo magico” europeo. Possiamo ben dire che la riuscita globale del progetto si attesta su livelli parecchio buoni per un album di debutto. Peccato per il suono di chitarra un po’ troppo “plasticoso” e l’uso dei reverberi leggermente esagerato, ma del resto, Il Capro si fa ben rispettare musicalmente e concettualmente. Consiglierei “Zothiriana” a tutti coloro che cercano atmosfere “Blackeggianti” nel Metal anche senza ritmi troppo minimali e tirati, a chi cerca un’alternativa valida ed originale al solito trito-e-ritrito monopolio scandinavo della musica estrema, nonchè a tutti gli amanti del più classico Dark Metal che, come detto, è una tradizione musicale underground tutta “italica” fin dagli anni ’80. E qui tra i solchi di “Zothiriana”, di ’80s ce ne sono anche parecchi…
Voto: 7/10
Alessio Secondini Morelli















