Con una brillante operazione più artistica che commerciale, perché si tratta veramente di un gruppo culto, diventato tale grazie alla difficile reperibilità dei loro prodotti, la Aor Heaven lancia la remasterizzazione con conseguente ristampa del disco degli Hit the ground runnin’ “Sudden Impact” del 1989.
Il disco, come dirò dopo, ha una sua dimensione e qualità, specialmente se riportato all’anno in cui è uscito, ma è diventato così difficile da reperire da raggiungere quotazioni notevoli per le poche copie in vinile, cd e cassette. Il cd pare sia scambiato attorno ai 3000 dollari a copia e la versione in cassetta addirittura a molto di più.
La Aor Heaven ha lavorato con impegno su questo progetto. Ci sono delle bonus tracks, due nella versione normale e ben 8, in pratica un secondo disco, per chi decide di acquistare l’opera attraverso il mail order della casa discografica tedesca, ma ne vale la pena.
Venendo al disco, bisogna collocare suoni e composizioni al periodo in cui sono sono stati realizzati, ovvero la fine degli anni 80. In ogni caso l’aor proposto da questo gruppo di Philadelphia è di ottimo livello, in una scena locale che al momento era di grande livello mondiale, annoverando Cinderella, Tangier, Britny Fox e Heaven’s Edge come esponenti di spicco.
Si tratta di un aor americano tipo Balance, Agent, Player tanto per citare qualche nome, che differisce da quello britannico per l’uso delle tastiere e per una fedeltà molto più accentuata agli stilemi classici del rock. Ne è un esempio “Magic”, il brano iniziale, mentre “Moment to moment” ha delle tastiere vecchio stile che ne danno un tocco pomp, sia pure in un contesto che si avvicina a un brano per adolescenti. Il ritmo più spinto compare in “Slow motion”, brano più glam, mentre “Don’t you look” propone un impasto vocale e un uso dei cori molto evoluto che i ricorda gli assoluti maestri di questa situazione musicale, gli Yes.
“Oh, no” si caratterizza per un riff più hard, sia pure in un contesto assolutamente melodico, e la cura dei riff continua con “Ah, original” dove siamo a cavallo fra pomp e glam ma tutto si innesta sul giro di chitarra, che invece diventa, con uno struggente assolo, il valore aggiunto di “Over and over”. La voce molto particolare di Blair Rumsey brilla in “Who is walking your home” mentre il classico aor d’annata, con tanto di pianoforte, emerge in “Too late” in cui addirittura viene simulato un concerto dal vivo. Non può mancare la ballata “While it lasted” con una atmosfera che rimanda immediatamente a composizioni simili e di grande successo dei Survivor. Poco aggiunge l’outro “The beginning” per un disco molto bello, specialmente per chi non ha vissuto quegli anni.
Voto: 7,5/10
Massimiliano Paluzzi















