Dopo ben 23 anni i pugliesi Funeral Oration pubblicano il loro secondo album intitolato “Eliphas Love”, per Avantgarde Music, composta da sette tracce che comprendono un intro e un brano strumentale (“Marcia Funebre”). La band di origine tarantina, per chi non lo sapesse, è una delle formazioni storiche del black metal italiano attivi dal lontano 1989; formazione in cui militò Fabban attuale frontman degli Aborym. I Funeral Oration, in questo nuovo album, propongono, come da tradizione, un black metal violento e furioso ma ricco di influenze che riportano alla mente altre band storiche del panorama estremo italiano come i Mortuary Drape e Opera IX, ma che non disdegna alcuni spunti che richiamano invece la horror music e quindi ai Goblin. Il riffing è variegato, ricco di sfumature con molti cambi di tempo. Le liriche, rigorosamente in italiano, fanno riferimento all’occultismo e al satanismo che riescono ad essere più incisive grazie alla teatralità del frontman The Old Nick, autore di un’ottima prova dietro al microfono. A dimostrazione di ciò basta ascoltare “Tregenda” e “Anatema Di Zos”; due brani caratterizzati da arrangiamenti ricercati e riff ispirati che riescono a conferire ai pezzi un’atmosfera maligna. “Furor eretico” e “Vuoto Mistico” sono invece più old school, assalti frontali che non lasciano prigionieri. “L’Abisso” è il brano più rappresentativo in quanto racchiude tutte le caratteristiche migliori della band pugliese. “Eliphas Love” è un disco che richiede più ascolti per approfondire e comprendere al meglio le diverse sfaccettature del sound dei Funeral Oration, peccato per la produzione che in alcuni frangenti non valorizza al meglio l’ottimo lavoro della band.
Voto: 7,5/10
Vincenzo Chioppa















