Dalla Finlandia terra di mille laghi riecco a noi i Frozen Land con il loro Power Metal manieristico stile anni ’90. Il secondo album “Out Of The Dark” esce con un gap di ben 5 anni dall’omonimo esordio del 2018. Che dire, i nostri ci sanno fare e infarcendo ogni traccia di melodie neoclassiche riescono a soddisfare i sensi e le orecchie di ogni appassionato di old-school Power Metal, pur avvalendosi di una produzione moderna (un po’ troppo digitale per i miei gusti, direi) e di una tecnica globale assai elevata.
Ovviamente, come dicevo all’inizio, siamo nel manieristico. Effettivamente, si tratta di un album formalmente ben fatto per gli amanti del Power Metal, come per il resto dovrebbe essere avversato da chiunque non ami il genere in questione. Come spesso avviene in questi casi, abbiamo copiosi arrangiamenti tastieristici, forse un po’ troppo copiosi. Le armonie chitarristiche presenti nei brani la fanno da padrone, ma quando poi vengono doppiate dalle fughe tastieristiche, il malloppone si fa un po’ troppo pesante. Posso anche fare la figura del “paraocchiaro”, ma non è che mi importi tanto. Sta di fatto che mi sento libero di affermare che quando uno strumento è di troppo nell’economia generale di una band non dovrebbe essere aggiunto nel mucchio. Non in quel modo, perlomeno, a fare da perenne strumento anti-chitarra. Ed è ciò che si verifica puntualmente nella maggior parte dei gruppi Power Metal. Non dico che le keyboards non dovrebbero mai manco entrare in un disco di questa caratura, solo che se vengono arrangiate (e soprattutto prodotte) in maniera esagerata, si trasformano in un mare dilatato di riverberi “neoclassici” da far annegare l’energia pura che ogni buon gruppo Metal dovrebbe avere. Del resto, abbiamo una band abbastanza potente e compatta, che mostra un po’ di somiglianze con i nostri Wyvern in alcune melodie. Mentre non comprendo molto la puntata nell’Eurodance della finale “Señorita”. Va bene mostrare l’eclettismo, ma non sempre esso premia con risultati artistici eclatanti. Ciò nonostante, il disco farà la felicità, lo ripeto, di tutti coloro che amano il Power Old-School. Per me, il risultato è appena sufficiente.
Voto: 6/10
Alessio Secondini Morelli















