Dopo l’album “Strada Maestra”, realizzato nel 2017 in coppia col virtuoso Max Smeraldi, l’eclettico e agguerritissimo singer romano Freddy Rising (Martiria, Acting Out, Anno Mundi) ci elargisce un’altra perla musicale in forma di album la quale, oltre a confermare una longeva esperienza tecnico-espressiva maturata in decenni di attività sui palchi di Roma e dintorni, ha un pregio che appare assolutamente come un toccasana in questi tempi così tristi per la nostra povera umanità: il senso critico sulla tragica fine imminente della nostra civiltà, sempre più minata ormai da inumane e castranti condizioni, dove tra attacchi di politically-correct e invettive contro ogni pensiero che deragli dalla narrativa imperante, ci troviamo sempre più transumani a subire continui great reset, manco fossimo in un romanzo di Orwell.
Ebbene, l’operato artistico di Freddy (e dei suoi collaboratori tra i quali troviamo di nuovo Smeraldi, assieme a Marco Carpita e Alfredo Gargaro) in questo caso particolare risulta ancor più coraggioso ed encomiabile. Le tracce, che si tratti di Blues, ballads o potente Hard Rock (sovente confinante con il Metal come su “In Morte Del Pensiero”) sono riflessive, ragionate ed attentamente studiate sulla voce del versatile singer. Ma soprattutto incentrate su un apparato concettuale adulto, pensante, rigorosamente da leone/rocker, che non smette di osservare e giudicare spietatamente i cambiamenti alienanti che ci portano dal “vecchio” al “nuovo mondo”. L’altra faccia concettuale del CD consiste nel fare un po’ di sunto sul proprio, ormai longevo e artisticamente ricco vissuto.
Ecco quindi che su quest’album si alternano brani più autobiografici, quali la Whitesnake-iana ballad “Il Sole Dentro”, il bluesone “Perdenti Mai 2.0” incentrato sulla vita del musicista e soprattutto la nostalgica, bellissima “Quel Che Rimane”, chiara nel fare il punto sul proprio cammino artistico e di vita, mentre dall’altra parte troviamo una trilogia di brani dove la nostra realtà “aumentata” viene spietatamente analizzata e giudicata da un occhio vigile e costantemente pensante: “Apparente Realtà” è una marcia metallica il cui testo si occupa infatti della distorsione dell’attualità causata da autentica indigestione di news giornaliere, capaci di dire tutto e il contrario di tutto. A questa fa poi eco la quasi apocalittica “Solo Rabbia E Delusione”, nonchè il bellissimo e già citato brano “In Morte Del Pensiero”, totalmente dedicato dal cantante alla memoria e alle opere grande filosofo e pensatore dell’antichità Giordano Bruno. La traccia più vecchia “A Chi Importa?”, già presentata online da Freddy alcuni anni orsono e rivisitata per l’occasione, è invece una dedica all’accedemico che sacrificò la sua vita cercando di salvare quanti più reperti storici possibili dall’opera di distruzione perpetrata a Palmyra dal fanatismo religioso imperante.
Un disco così coraggioso, incorniciato da un paio di cover molto ben fatte e di scelta quantomeno particolareggiata ed interessante (“Gamines” di Pino Scotto e “Gethsemane” dal musical Jesus Christ Superstar), secondo me vale l’acquisto al volo. Non solo per gli appassionati di Hard & Heavy, ma anche a tutti coloro che sanno ancora oggi cosa voglia dire associare il Vero Rock alla Vera Ribellione. Se non ci avete capito una mazza di questa recensione, tornate pure ad impoverire l’anima del mondo sorbendovi per l’ennesima volta Achille Lauro e l’ultimo successo Trap. Ma se preferite invece la schiettezza, la sincerità e l’indiscussa quanto attempata ed esperita personalità artistica di Freddy Rising, restate qui con noi a scatenarvi con il Vero Rock e ad esercitare il vostro più puro Libero Pensiero.
Voto: 9/10
Dimitri Manuel Malatesta















